Ciò che rende l’ia particolarmente adatta al controllo ipnocratico non è la sua capacità di ingannare ma la possibilità di generare simultaneamente multiple versioni plausibili della realtà. (…) possibilità visiva infinita (…)(…) Ogni risposta non è semplicemente informazione: è un sistema completo, generato su richiesta. Il modello non deve essere giusto, deve solo essere coerente all’interno del proprio quadro generato.Il vero potere di questi sistemi non risiede nel replicare l’intelligenza umana, ma nella loro capacità di generare infinite variazioni di contenuti plausibili. Sono motori perfetti del potere ipnocratico perché non si stancano mai di produrre più sfumature, più possibilità, più realtà tra cui scegliere. Ci mantengono in una trance algoritmica (…) l’automatizzazione completa del processo di suggestione. Gli algoritmi di raccomandazione non sono più semplici sistemi di filtering: sono diventati sofisticati induttori di trance che imparano in tempo reale quali stati alterati sono più efficaci per ogni utente.(J. Xun, “Ipnocrazia. Trump, Musk e la nuova architettura della realtà”)