L’hype sull’ia segue un copione prevedibile: ogni nuovo progresso non viene celebrato per ciò che realmente rappresenta, ma per ciò che si presume annunci. Viviamo in una tensione perpetua, sospesi nell’attesa di un punto di svolta epocale dell’intelligenza artificiale generale, un evento rivoluzionario che sembra sempre a portata di mano, ma mai pienamente raggiunto. Le effettive capacità dei sistemi di IA diventano meno importanti del loro ruolo nel mantenere questo stato di perpetua aspettativa, che fa il gioco di chi raccoglie enormi finanziamenti per proteggere l’umanità (da loro stessi).(J. Xun, “Ipnocrazia. Trump, Musk e la nuova architettura della realtà”)