Una lunga storia di condizionamento operativo, culturale e professionale

Anni ’80
  • 1985: Lancio del Piano Nazionale Informatica (PNI 1) sotto il Ministro della Pubblica Istruzione Franca Falcucci.
  • Obiettivo principale: introdurre l’informatica nelle scuole superiori, focalizzandosi su matematica e fisica del biennio.
  • Finalità: migliorare la preparazione scientifica degli studenti e promuovere l’alfabetizzazione informatica.
  • Prevedeva la formazione di circa 20.000 docenti e la realizzazione di 7.000 strutture informatiche.
  • Grande enfasi sull’insegnamento della programmazione e diffusione del linguaggio Logo di Seymour Papert.

Anni ’90

  • 1991: Avvio del secondo Piano Nazionale Informatica (PNI 2).
  • Estensione dell’informatica alle discipline linguistico-letterarie della scuola superiore.
  • Spostamento del focus dal computer come oggetto di studio allo strumento multimediale per l’insegnamento (codici visivo, auditivo e testuale).
  • Diffusione di ipertesti, rete e multimedialità, con nuovi modelli didattici ispirati all’apprendimento collaborativo e costruttivista.
  • Approccio più graduale all’innovazione tecnologica rispetto al PNI 1.
  • 1995: Nascita del Progetto MultiLab, parte del “Programma di sviluppo delle tecnologie didattiche nel sistema scolastico”.
  • Obiettivo: creare poli scolastici regionali per sperimentare modelli didattici e organizzativi basati sulla multimedialità e la comunicazione.
  • Coinvolgimento di 141 scuole di ogni ordine e grado in 20 città-polo.
  • 1997: Il Progetto MultiLab evolve nel Piano Nazionale delle Tecnologie Didattiche (PNTD).
  • Obiettivo: introdurre strumenti multimediali nella didattica di 15.000 scuole italiane di ogni ordine e grado.
  • Finanziamento di 740,762 miliardi di lire in cinque anni.
  • Suddivisione in “Progetto 1A” e “Progetto 1B”.

Anni 2000

  • 2000: Completamento del PSTD.
  • Raggiungimento di un rapporto medio di computer/studenti significativo (1:30 nelle scuole meno dotate, 1:10 in quelle più dotate).
  • Parco macchine nazionale di circa 250.000 stazioni di lavoro multimediali.
  • Connessione Internet diffusa nelle scuole (quasi totalità negli Istituti Tecnici e Professionali, circa il 90% nei Licei, circa il 75% nelle scuole medie ed elementari).
  • Formazione di circa 450.000 insegnanti.
  • 2002-2003: Lancio del ForTic, “Piano nazionale di formazione degli insegnanti sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione”.
  • Obiettivo: formare circa 180.000 docenti per un utilizzo consapevole ed efficace della tecnologia nella didattica.
  • Articolazione in tre percorsi formativi (A, B, C) con diverse finalità e livelli di approfondimento.

Anni 2005-2018

  • 2007: Lancio del primo Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD).
  • Obiettivo: promuovere nuove pratiche e modelli organizzativi, ripensando lo spazio di apprendimento come un sistema aperto sul mondo.
  • Principali iniziative: Azione LIM (lavagne interattive multimediali), Azione Cl@ssi 2.0, Azione Editoria Digitale Scolastica.
  • 2012: Le Indicazioni Nazionali introducono l’indicazione di svolgere attività legate al pensiero computazionale.
  • 27 ottobre 2015: Presentazione del nuovo Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD 2015).
  • Documento di indirizzo del MIUR per una strategia complessiva di innovazione digitale della scuola italiana.
  • Articolazione in 4 passaggi fondamentali: strumenti, competenze, contenuti, formazione e accompagnamento, per un totale di 35 azioni.
  • Forte attenzione al coding e al pensiero computazionale (Azione #17).
  • 2015: La legge 107 colloca il pensiero computazionale tra le abilità e competenze per la cittadinanza.
  • Febbraio 2018: Il documento “Indicazioni Nazionali e Nuovi Scenari” sottolinea il ruolo di lingua e matematica come base del pensiero computazionale.

Anni 2020

  • 30 dicembre 2021: La legge 233 introduce l’art. 24-bis sullo “Sviluppo delle competenze digitali”.
  • Stabilisce che il Piano nazionale di formazione dei docenti individui come priorità l’approccio al coding e alla didattica digitale per un triennio (a partire dall’a.s. 2022/2023).
  • Prevede che a decorrere dall’a.s. 2025/2026 si persegua lo sviluppo delle competenze digitali, incluso il coding, in tutte le scuole.
  • 2023-2024: L’Osservatorio Scuola Digitale rileva il coinvolgimento di 7.769 istituzioni scolastiche nel PNSD.
  • Oggi: Il percorso dell’innovazione tecnologica nella scuola italiana è caratterizzato da una ciclicità e dalla persistente necessità di una consapevolezza storica e critica. L’OCSE nel 2013 aveva evidenziato come l’Italia rimanesse sotto la media europea nell’impiego delle tecnologie. Il PNSD è in fase di aggiornamento.

Protagonisti

OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico): Organizzazione internazionale che ha condotto una review critica sul Piano Nazionale Scuola Digitale nel 2013, sottolineando come l’Italia rimanesse al di sotto della media europea nell’uso delle tecnologie e fornendo suggerimenti per migliorare l’efficacia delle iniziative.

Franca Falcucci: Ministro della Pubblica Istruzione nel 1985. Sotto il suo impulso fu lanciato il primo Piano Nazionale Informatica (PNI 1), segnando l’ingresso ufficiale delle tecnologie informatiche nella scuola italiana.

Seymour Papert: Informatico, matematico e pedagogista. Nel 1980 pubblicò “Mindstorms” e ideò il linguaggio di programmazione Logo, concepito come strumento per sviluppare il pensiero e la capacità di risolvere problemi. Il Logo ebbe una notevole diffusione nella scuola italiana, soprattutto durante il PNI 1.

MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) / Ministero dell’Istruzione e del Merito: L’istituzione governativa centrale responsabile delle politiche educative in Italia. Ha ideato, lanciato e gestito i vari Piani Nazionali (PNI 1, PNI 2, PNSD) e programmi (MultiLab, PSTD, ForTic) volti all’introduzione e all’integrazione delle tecnologie digitali nella scuola italiana.