Facilmente fascisti

Il testo analizza le ragioni per cui l’estrema destra prospera su piattaforme come YouTube e Twitter, paragonando il successo di figure come Donald Trump alla natura intrinseca di queste “macchine sociali”. L’autore suggerisce che tali piattaforme, lungi dall’essere neutre, possiedono caratteristiche “incipientemente fasciste” o particolarmente favorevoli a tendenze autoritarie.

I punti chiave del testo sono:

  • La natura sociale e algoritmica di Internet: L'”individualismo in rete” lega le interazioni sociali a protocolli che incorporano valori sociali e culturali spesso nascosti agli utenti e con una spinta “antisociale”.
  • L’influenza della cultura della Silicon Valley: La cultura dominante nella scena tecnologica californiana, caratterizzata da competizione, gerarchia e culto del successo economico, si riflette nella progettazione delle piattaforme.
  • L’eredità neoliberista nella progettazione di Internet: La spinta negli anni ’90 verso un “libero mercato” online, promossa da figure come Newt Gingrich e dalla Casa Bianca di Clinton, ha portato a un’internet dominata da grandi aziende tecnologiche e Wall Street, materializzando l’ideologia neoliberista.
  • La Twittering Machine come “mercato azionario dello status”: Organizzata come una competizione per i “like”, affamata di status e ossessionata dalle celebrità, la piattaforma è vista come una versione tecnica di un preesistente “mercato azionario dello status”.
  • La tecnologia come “formazione di violenza”: Seguendo il pensiero di Jonathan Beller, l’autore considera la macchina del capitale computazionale come espressione tecnica astratta di relazioni ineguali radicate in complesse storie di violenza politica.
  • La macchina sociale adatta a un’era post-democratica: La tecnologia produce una vita sociale piegata agli imperativi di stati e mercati, apparendo quasi progettata per un’era post-democratica caratterizzata dal dominio della tecnocrazia e della crudeltà.
  • Il controllo algoritmico esteso dai big data: I big data permettono un’estensione e una profondità del controllo tramite protocollo senza precedenti, consentendo la personalizzazione su larga scala e migliorando l’efficienza burocratica.
  • La post-democrazia e la gestione della popolazione: Le società post-democratiche mantengono le istituzioni democratiche ma riducono il processo decisionale a uno spettacolo, concentrandosi sulla “gestione della popolazione” piuttosto che sul consenso. Le piattaforme digitali, come i sistemi cibernetici, lavorano al di sotto dell’intelletto, plasmando i desideri degli utenti.
  • La “persuasione sotterranea” delle piattaforme: Le grandi aziende tecnologiche eccellono nel modellare la realtà in modo sottile, diverso dalla tradizionale egemonia che cerca la leadership attraverso alleanze e una “missione storica”.
  • La pratica “sub-egemonica” della Twittering Machine: La piattaforma non propone attivamente nulla, ma lavora sulle infrastrutture della vita quotidiana in modo più sotterraneo rispetto all’egemonia.

In sintesi, l’autore sostiene che le piattaforme dei social media, con la loro architettura e i valori incorporati, creano un ambiente fertile per l’ascesa dell’estrema destra e di figure populiste come Trump, operando a un livello “sub-egemonico” che modella la realtà e i desideri degli utenti in modi profondi e spesso inavvertiti.