La “Tecnosofia”, nel contesto del testo “Tecnosofia – Maurizio Ferraris, Guido Saracco”, non è esplicitamente definita come un termine a sé stante nel glossario, ma è il titolo stesso dell’opera e del suo capitolo conclusivo (“Terrazza con vista: tecnodicea”). Questo suggerisce che il libro stesso è una “tecnodicea”, ovvero una giustificazione della tecnica. L’opera si configura come un dialogo continuo tra un tecnologo e un filosofo che da anni si scambiano idee e prospettive, con l’obiettivo di “mettere a disposizione dell’umanità i patrimoni che essa stessa produce, attraverso le risorse congiunte di umanesimo e tecnologia”. La tecnosofia è, quindi, l’intersezione e la collaborazione tra tecnologia e umanesimo per il beneficio dell’umanità.
Tesi di fondo: La tesi centrale del libro è un forte sostegno al progresso e alla sua capacità di affrontare e risolvere i problemi dell’umanità, rifiutando visioni pessimistiche o nostalgiche di decrescita. Le idee che ispirano questo cammino sono tre:
- Il progresso è un valore: Gli autori sostengono che è più onesto e promettente parlare di “progresso” anziché di “innovazione”.
- La tecnologia come “farmaco”: La tecnologia è considerata un “farmaco”, inteso nel suo etimo greco come sia “veleno” che “rimedio”. Si afferma che i problemi sociali e ambientali non si risolvono con l’omeopatia o il ritorno a stati pastorali, ma con “rimedi più robusti e più sofisticati” offerti dalla tecnologia. Il progresso è visto come l’unica via per una “scimmia nuda” diventata più esigente in termini di sicurezza, benessere e longevità.
- Il capitale come strumento più potente: Il capitale è presentato come il “farmaco più potente a disposizione della scimmia nuda”. Non si tratta dell’avidità del mercante, ma della “capacità tecnologica” di conservare e moltiplicare il valore dei beni culturali e spirituali (prima ancora che materiali) a beneficio dell’umanità presente e futura.
In sintesi, la tesi di fondo è che il progresso, guidato dalla collaborazione tra umanesimo e tecnologia, è l’unica via per affrontare le sfide globali, e che il capitale, inteso come la capacità di valorizzare e reinvestire le risorse (inclusi i dati), è lo strumento fondamentale per raggiungere uno sviluppo sostenibile e un futuro migliore per l’umanità. Il progresso è visto non come la ricerca di un bene astratto, ma come una “fuga senza fine dal male”.
Concetti a supporto (Le “Sfere di Capitale”): Il libro è strutturato come un edificio di nove piani più una terrazza, dove ogni piano rappresenta una “sfera” o un tipo di capitale. Questi concetti supportano la tesi di fondo, mostrando come la tecnosofia possa essere applicata ai vari aspetti della vita umana e sociale.
- Pianterreno: Un ascensore da riparare (Patologia, Fisiologia, Farmacia, Terapia):
- Si focalizza sulla necessità di riparare l’ascensore sociale, affrontando le disuguaglianze e la “trappola meritocratica”.
- La tecnologia è introdotta come un “farmaco” per rimettere in sesto i “tempi fuor di sesto”.
- Si sottolinea come le disuguaglianze siano sempre relative e che il progresso abbia comunque portato a un miglioramento generale delle condizioni di vita e a una decrescita della povertà assoluta a livello globale.
- Primo piano: Icnosfera, il capitale tecnologico:
- Definisce l’icnosfera come la “sfera della traccia” e l’ambito del capitale tecnologico.
- La tecnica è la base dell’umanizzazione e della capitalizzazione, con l’umano definito come “animale politecnico”.
- Il progresso è l’avanzamento derivante dalla scelta irreversibile della stazione eretta e dall’uso sistematico di apparati tecnologici.
- La resilienza è criticata come una tendenza reazionaria, mentre l’esperienza e l’evoluzione tecnologica sono ciò che permette il progresso.
- L’incremento dei dati e la capacità di registrazione del Web rendono l’umano la fonte di un capitale prezioso per l’automazione e la profilazione.
- Secondo piano: Infosfera, il capitale semantico:
- L’infosfera è l’ambito delle informazioni (dati semantici), che serve da attrattore per gli utenti del Web.
- Viene confutata l’idea del Web come “intelligenza collettiva”, evidenziando la diffusione di “imbecillità di massa” e “post-verità”.
- La privacy è vista come un’illusione, con le piattaforme interessate ai comportamenti umani registrati, non alle idee o alla sorveglianza totalitaria.
- Introduce il concetto di documedialità, sottolineando che la vera novità del Web è la produzione di documenti (dati) dal comportamento degli utenti.
- Sottolinea l’impatto ambientale della gestione dei dati e la necessità di un approccio olistico per la sostenibilità.
- Terzo piano: Docusfera, il capitale sintattico:
- La docusfera è il dominio tecnologico della registrazione e capitalizzazione degli atti umani in dati.
- La mobilitazione volontaria dell’umanità sul Web, anche attraverso il consumo, produce dati e quindi valore. Questo “lavoro” non è retribuito direttamente, ma genera un “plusvalore” che arricchisce le piattaforme.
- L’Italia è chiamata a recuperare competitività superando la sua economia sommersa e abbracciando il progresso economico sostenibile.
- Quarto piano: Antroposfera, il capitale umano:
- L’antroposfera è la sfera della vita umana, che costituisce il “fondamento” ultimo dell’economia e della tecnologia.
- Le macchine dipendono dall’intelligenza naturale per scopi e significati, poiché solo gli umani hanno un corpo, bisogni e mortalità.
- Si evidenzia l’importanza dell’economia fondamentale (servizi essenziali) per la qualità della vita dei cittadini.
- Vengono affrontate le sfide demografiche in Italia (denatalità, invecchiamento della popolazione) e l’importanza di politiche di immigrazione di qualità e il ruolo delle università.
- La salute e la varietà del capitale umano sono valorizzate, con la tecnologia che può migliorare la vita e affrontare problemi come l’obesità e le disuguaglianze di genere.
- Quinto piano: Biosfera, il capitale ecologico:
- La biosfera è l’ambiente compatibile con la vita umana.
- La crisi ecologica è vista come un capitolo della filosofia della storia, e la sostenibilità deve essere intesa in termini antropologici, finalizzata alla “fioritura umana”.
- Si promuovono soluzioni tecnologiche e pratiche sostenibili (economia circolare, energie rinnovabili, manifattura avanzata, educazione ai consumi) per la protezione dell’ambiente.
- Sesto piano: Noosfera, il capitale epistemologico:
- La noosfera è la sfera del sapere e della conoscenza.
- Si confuta l’idea che la massa di dati renda la teoria inutile (“fine della teoria”), sostenendo che la crescente quantità di dati rende ancora più “imprescindibile la teoria” per governare il caos informativo.
- La tecnologia è vista come un’estensione dell’umano, non una minaccia; più le macchine sono sofisticate, più hanno bisogno di capire l’umano.
- Si critica il “mito del dato” come materia prima, evidenziando che i dati sono rinnovabili, prodotti da attività umane, e richiedono interpretazione per acquisire valore.
- Settimo piano: Axiosfera, il patrimonio dell’umanità:
- L’axiosfera è la sfera del valore, dove i bisogni umani definiscono il valore ultimo delle cose.
- Gli umani, liberati dalla produzione di beni grazie all’automazione, diventano produttori di valori attraverso la manifestazione dei loro bisogni e consumi.
- Introduce il concetto di “patrimonio dell’umanità” generato dai dati, che è “ontologicamente nuovo” e “tecnologicamente rinnovabile”.
- Propone le “Banche della Virtù” come agenzie di capitalizzazione alternativa e mutualistica dei dati, per ridistribuire il valore a chi non ha soldi ma produce dati.
- Ottavo piano: “da ognuno secondo le sue capacità” (Lavoro, Educazione, Comunità di Conoscenza e Innovazione (CCI), Webfare):
- Affronta la trasformazione del lavoro, con l’automazione che riduce le mansioni ripetitive e fa emergere lavori ibridi e relazionali.
- Sottolinea l’importanza dell’educazione (non solo formazione tecnica, ma anche umanistica) per lo sviluppo umano e la capacità di guardare al futuro senza abitudini obsolete.
- Descrive le Comunità di Conoscenza e Innovazione (CCI) come un modello per collegare università, industria e Stato, promuovendo formazione, ricerca applicata e innovazione.
- Introduce il Webfare come un “Welfare digitale”, un sistema per tassare le piattaforme e ridistribuire il plusvalore generato dalla “mobilitazione” umana sul Web.
- Nono piano: “a ognuno secondo i suoi bisogni” (Sogni, Bisogni, Consumi, Valori):
- Il piano più “utopistico ma realistico”, che propone di riconoscere l’umanità come “portatrice di bisogni” e quindi di valore.
- Enfatizza che il consumo è la fonte ultima del valore, in quanto manifestazione di bisogni umani che le macchine non possiedono e che, se registrati, alimentano l’automazione e la profilazione.
- La capitalizzazione del consumo consente una ridistribuzione del valore, superando la sola logica del merito e andando incontro ai bisogni.
- Propone un sistema di “qualificazione, quantificazione, compensazione e condivisione” dei dati per attuare questa ridistribuzione.
- Terrazza con vista: Tecnodicea:
- Reitera la fiducia nel progresso e nella capacità dell’umanità di “sviluppare e articolare il senso del futuro”.
- Affronta le paure legate all’intelligenza artificiale (IA), affermando che le macchine non possono prendere il potere perché non hanno bisogni o mortalità, ma che l’IA minaccia il lavoro.
- La conclusione è un invito a cacciare gli spettri del pessimismo e a riconoscere che il progresso è una “fuga senza fine dal male”, e che l’umanità deve continuare a “manutenere e migliorare l’alto”.