Aresu – faticosissimo da portare a termine – ruota intorno al concetto di “capitalismo politico”.
Il concetto di capitalismo politico, come delineato nel volume, descrive una fase storica in cui le frontiere tra economia, politica e sicurezza nazionale sono sempre più fuse e interdipendenti. Non si tratta più di un mercato puro o di una politica isolata, ma di un sistema in cui gli interessi economici sono intrinsecamente legati a obiettivi strategici nazionali, e la sicurezza nazionale si espande fino a comprendere l’economia e la tecnologia.
Ecco una disamina del concetto:
- Definizione e Contesto
- Il “capitalismo politico” emerge come l’era in cui la sicurezza nazionale rivendica sempre più spazio rispetto al mercato, portando a decisioni politiche che alterano le dinamiche economiche, anche se ciò significa andare contro le regole del libero mercato, talvolta difese “ironicamente” dalla Cina.
- La dottrina che lo sostiene è che la sicurezza nazionale si fonda sulla sicurezza economica, la quale a sua volta si basa sulla capacità tecnologica e innovativa di un paese.
- Questo paradigma si manifesta con l’allargamento costante del concetto di “sicurezza nazionale”, che può includere persino la protezione delle importazioni di aglio o l’influenza su processi democratici attraverso la tecnologia.
- Attori e Loro Ruoli
- Governi (principalmente Stati Uniti e Cina): Utilizzano strumenti economici come controlli sulle esportazioni, sanzioni e sussidi per negare capacità tecnologiche agli avversari e rafforzare le proprie industrie. Gli Stati Uniti, in particolare, cercano di “disciplinare le proprie creature” a livello globale e di mantenere un “vantaggio” strategico attraverso la tecnologia.
- Aziende Tecnologiche (es. NVIDIA, Palantir, Microsoft, Google, OpenAI, TSMC):
- Sono costrette a operare in questo contesto di “guerra economica e tecnologica”.
- NVIDIA incarna il “capitalismo politico” attraverso l’“intelligenza artificiale sovrana”, un’offerta di sistemi e infrastrutture AI personalizzate per le esigenze e le ambizioni degli Stati, permettendo loro di “raffinare i propri dati per produrre l’intelligenza del proprio paese per il proprio paese”. Jensen, CEO di NVIDIA, pur riconoscendo l’esistenza della sicurezza nazionale, continua a voler vendere in Cina e a competere con il “calcolo parallelo” del governo.
- Palantir si distingue per il suo esplicito e sfrontato rapporto con gli apparati di sicurezza e difesa degli Stati Uniti, fornendo software per l’analisi dei dati per scopi di intelligence, antiterrorismo, e gestione della sicurezza. Il co-fondatore Peter Thiel rivendica apertamente il legame con la sicurezza nazionale, arrivando a dire che “la CIA è una copertura per Palantir”. La sua visione è di una tecnologia militare.
- OpenAI e Anthropic, pur parlando di “beneficio per l’umanità” e con strutture societarie che ambiscono a fini più ampi, sono profondamente dipendenti da enormi investimenti in capacità di calcolo, rendendo il valore economico essenziale per la loro competitività. Il loro “dovere fiduciario primario è verso l’umanità” ma questo concetto può servire da copertura per azioni guidate da interessi economici e di potere, rendendoli dei “gigolò dell’umanità”. La loro missione “non-profit” o “public benefit” si scontra con la necessità di “garantire ritorni dell’investimento a Microsoft”.
- TSMC, essendo una compagnia taiwanese, è soggetta ai vincoli politici imposti dal suo governo (es. non trasferire gli investimenti più avanzati in Cina), e il suo fondatore Morris Chang ha riconosciuto la fine della globalizzazione classica a favore di un primato della sicurezza nazionale.
- Meccanismi Operativi
- Guerra Economica (Economic Warfare): Il commercio viene utilizzato come strumento di coercizione e influenza nelle relazioni internazionali, trasformando le pressioni economiche in una forma di guerra senza bombardamenti.
- “Vantaggio dell’arretratezza” (cinese): La Cina sfrutta la sua posizione di “superpotenza manifatturiera” per mantenere una capacità produttiva dominante in settori specifici, creando dipendenze e vulnerabilità in altre economie. La strategia cinese è di convivere con diversi “tempi” dell’industria e dell’innovazione, sfruttando questa contraddizione come fattore competitivo.
- Fusione Civile-Militare: Negli Stati Uniti, questa fusione si mostra apertamente con l’incontro tra politici, militari e leader tecnologici in forum e iniziative, dove le aziende tecnologiche collaborano con il Pentagono per l’innovazione della difesa.
- Leggi di Accelerazione: Le “leggi” di Moore e Huang guidano la crescita esponenziale delle capacità di calcolo, rendendo l’accelerazione tecnologica una forza inarrestabile che le politiche devono comprendere e cercare di regolare, spesso rimanendo indietro.
- Conseguenze e Implicazioni
- Distorsione del Mercato: Il primato della sicurezza nazionale e gli interventi governativi distorcono le dinamiche di mercato e influenzano le decisioni aziendali.
- Rivalità Geopolitica: Il capitalismo politico è un motore della competizione persistente e generazionale tra Stati Uniti e Cina, in particolare nel settore tecnologico.
- Il Ruolo dell’Europa: Viene percepita come “molto indietro” sull’intelligenza artificiale a causa di un approccio eccessivamente regolatorio e una mancanza di capitali e ambizione industriale, risultando in una “perdita di tempo”.
- Centralità del Capitale Umano: Nonostante l’automazione, il “fattore umano” (ricercatori, ingegneri, manutentori) rimane indispensabile per l’innovazione e il funzionamento delle infrastrutture digitali.
- Fossato Competitivo: Le aziende cercano di costruire un “fossato” (vantaggio competitivo) in un ambiente in cui la “distruzione creatrice” e la paranoia della competizione sono costanti.
In sintesi, il capitalismo politico è un sistema dove la corsa all’innovazione e al profitto si intreccia indissolubilmente con la difesa degli interessi nazionali e la competizione geopolitica, con la tecnologia (in particolare l’AI e i semiconduttori) che diventa un campo di battaglia strategico cruciale.