La tesi fondamentale di Shoshana Zuboff nel suo libro “In the Age of the Smart Machine” è che la tecnologia dell’informazione possiede una duplicità intrinseca che può portare a due futuri molto diversi per il lavoro e il potere nelle organizzazioni. Questa duplicità si manifesta nella capacità della tecnologia sia di automatizzare sia di informare. Zuboff sostiene che, mentre la capacità di automatizzare è ampiamente riconosciuta, il potenziale di “informare” è spesso trascurato o non pienamente sfruttato, e le scelte che facciamo riguardo a quale di queste capacità enfatizzare determineranno il futuro del lavoro.
Elementi a supporto della tesi:
- La Duplicità della Tecnologia dell’Informazione: Automatizzare vs. Informare
- Automatizzare: Si riferisce all’applicazione della tecnologia per sostituire la capacità del corpo umano e razionalizzare le attività, eseguendole con maggiore certezza e precisione. Questo processo, similmente alle macchine industriali del XIX secolo, scompone i compiti in componenti più piccoli e li traduce in programmi informatici, permettendo l’automazione di operazioni (come spruzzare vernice su un’automobile o eseguire transazioni amministrative). L’automazione ha il potenziale di rimpiazzare la presenza umana.
- Informare: Questa è la capacità unica della tecnologia dell’informazione di non solo eseguire compiti, ma anche di generare dati e rendere visibili le attività sottostanti che vengono automatizzate. Ad esempio, gli scanner nei supermercati non solo automatizzano il processo di cassa, ma generano simultaneamente dati per il controllo dell’inventario e l’analisi di mercato. I sistemi basati su microprocessori possono convertire il processo di produzione tridimensionale in dati digitalizzati, rendendolo visibile e conoscibile in un nuovo spazio bidimensionale, come uno schermo. Questa capacità crea una “trasparenza più profonda” alle attività che prima erano opache. Quando la tecnologia “informa”, aumenta il contenuto esplicito di informazioni dei compiti e avvia una dinamica che riconfigura la natura del lavoro e le relazioni sociali.
- Dilemmi della Trasformazione e Futuri Alternativi: La mancata comprensione o sfruttamento della capacità di “informare” porta a dilemmi che modellano futuri alternativi per il luogo di lavoro. Zuboff identifica tre aree principali di scelta:
- Conoscenza: La tecnologia intelligente può portare a un futuro in cui l’intelligenza è “alloggiata” nella macchina, rendendo gli esseri umani dipendenti, passivi e disorientati, con lavori isolati e perfunctori. L’alternativa è riconoscere nuove forme di competenza e conoscenza necessarie per sfruttare il potenziale della tecnologia, promuovendo il giudizio critico, nuove forme di padronanza e un significato più completo nel lavoro.
- Autorità: I manager potrebbero lottare per mantenere le tradizionali fonti di autorità, usando la tecnologia per riprodurre gerarchie e proteggere le loro prerogative, portando a risentimento tra i subordinati. In alternativa, la trasformazione tecnologica può favorire relazioni più complesse e collaborative, in cui l’autorità dipende dalla corrispondenza tra conoscenza e responsabilità, piuttosto che dalle regole gerarchiche tradizionali.
- Tecnica (Amministrazione): La tecnologia potrebbe essere impiegata per la sorveglianza e la gestione a distanza, creando un “campo di battaglia” tra manager e dipendenti. L’alternativa è utilizzare il nuovo ambiente tecnologico come risorsa per la condivisione di informazioni, lo scambio sociale e la creazione di un senso di responsabilità collettiva e proprietà condivisa, superando i dettami dell’autorità gerarchica.
- Contesto Storico e Osservazioni Empiriche: Zuboff ha sviluppato la sua tesi attingendo alla sua ricerca storica sulla Rivoluzione Industriale e alle sue osservazioni dirette nelle organizzazioni.
- Ha notato che i cambiamenti materiali nella produzione hanno sempre trasformato la vita quotidiana e le sensibilità umane.
- Le sue interviste con impiegati di banca, che si sentivano “sospesi nello spazio” o “persi dietro lo schermo” dopo l’introduzione della tecnologia informatica, e con gli operatori di Linotype, che esprimevano preoccupazioni simili, hanno rivelato un senso di disagio e perdita di competenze.
- I lavoratori della segheria di Piney Wood temevano l’obsolescenza, lo stress e la perdita di conoscenza che le macchine intelligenti avrebbero potuto causare, mettendo in discussione il futuro del lavoro e della società. Queste reazioni “apparentemente disadattive” al cambiamento (spesso chiamate “resistenza al cambiamento”) sono state per Zuboff una fonte cruciale di conoscenza per comprendere le assunzioni del passato e i loro punti di disgiunzione con il futuro.
- La “Rivoluzione” dell’Era della Macchina Intelligente: Zuboff sottolinea che il termine “rivoluzione” ha un duplice significato: un cambiamento radicale e un ritorno al punto di partenza. La capacità di “informare” porta un cambiamento radicale alterando il carattere intrinseco del lavoro. Tuttavia, un’enfasi ristretta sulla capacità di “automatizzare” può portare a un ritorno a schemi e trappole familiari del tradizionale luogo di lavoro, rendendo le scelte fondamentali per determinare se la nostra epoca sarà un tempo di vero cambiamento o di mera riproduzione del passato.
In sintesi, la tesi centrale è che la tecnologia dell’informazione, attraverso la sua capacità di informare, offre un’opportunità storica per un profondo rinnovamento economico e umano, ma questa opportunità dipende dalle scelte consapevoli che le organizzazioni e la società faranno riguardo a come essa viene impiegata, invece di limitarsi a riprodurre i modelli industriali del passato.
È come avere un nuovo tipo di motore: non solo può far muovere la tua macchina più velocemente (automatizzare), ma può anche fornirti dati in tempo reale su ogni aspetto del suo funzionamento, permettendoti di capire come funziona meglio e di guidarla in modi completamente nuovi e più intelligenti (informare). La tua scelta è se usare il motore solo per la velocità o anche per la conoscenza profonda che può offrirti.