Dominici si concentra sulla natura intrinsecamente complessa, imprevedibile e incontrollabile dei sistemi sociali e umani, evidenziando come l’attuale fase di accelerazione tecnologica abbia condotto a una condizione di ipercomplessità. L’autore sostiene che persiste una “grande illusione” (il “Grande Errore”) secondo cui la tecnologia e gli algoritmi possano eliminare l’errore, il dubbio e l’imprevedibilità dalla vita e dalle organizzazioni.
Il vero problema, secondo questa tesi, non è distinguere l’ordine dal caos o cercare di ridurre sistemi multicaotici a qualcosa di controllabile, ma piuttosto riconoscere la complessità in cui ordine e caos coesistono e coabitano. Di fronte a ciò, è urgente adottare un approccio sistemico e un’epistemologia dell’errore per imparare ad abitare l’ipercomplessità.
Gli elementi a supporto di questa tesi includono:
1. La Natura Strutturale della Complessità e Ipercomplessità
- Definizione di Complessità: La complessità è una caratteristica strutturale comune agli esseri viventi e ai sistemi sociali umani, e non è mai completamente comprensibile, intelligibile, prevedibile o riproducibile.
- Dinamiche dei Sistemi Complessi: I sistemi complessi (a differenza di quelli complicati, che sono gestibili e prevedibili) devono essere studiati come un insieme, focalizzandosi sulle innumerevoli connessioni e sui livelli di interconnessione tra le parti e l’ambiente, piuttosto che sulle singole parti isolate.
- Caratteristiche Essenziali: I sistemi complessi sono aperti, dinamici, non lineari e non deterministici. Le loro forme di evoluzione sono variabili, non lineari e non deterministiche, rendendoli imprevedibili.
- Proprietà Emergenti: I sistemi complessi presentano proprietà emergenti e la capacità delle parti di auto-organizzarsi e generare nuove forme.
- Il Tutto è Maggiore (e Diverso): Il tutto è sempre maggiore della somma delle sue parti e, nel caso dei sistemi complessi adattivi, è anche qualitativamente diverso dalle sue parti.
- Ipercomplessità e Velocità: L’amplificazione della complessità in ipercomplessità è guidata dall’aumento esponenziale delle variabili, dai continui cambiamenti nei parametri e, soprattutto, dalla “nuova velocità” e dal ruolo strategico della comunicazione, in particolare nei processi di rappresentazione e percezione.
2. Critica ai Modelli Tradizionali e Riduzionisti
- Inadeguatezza del Riduzionismo: I modelli lineari tradizionali, gli approcci riduzionisti e deterministici sono inadeguati per analizzare la dinamica instabile della realtà. Le ipotesi e le formule meccanicistiche delle scienze classiche non sono in grado di descrivere o comprendere i sistemi complessi e caotici (o multicaotici).
- Il Grande Errore: L’idea che i problemi possano essere risolti delegando le soluzioni unicamente alla tecnologia, misurando e gestendo tutto tramite dati e algoritmi, è definita “il Grande Errore”. L’ossessione contemporanea per l’automazione rischia di portare a regimi totalitari se non si distingue tra sistemi complicati (controllabili) e complessi (non controllabili).
- L’Illusione del Controllo Digitale: Il sogno attuale di controllare sistemi caotici e complessi tramite ingegneria, algoritmi e AI è basato su ipotesi infondate, aspirando a predeterminare le scelte e i comportamenti umani.
- La Tirannia della Concretezza: Il riduzionismo moderno si manifesta nella “tirannia della concretezza,” l’ossessione per fatti, cifre, statistiche e dati quantitativi che porta a credere che i dati possano spiegare tutto, trascurando gli aspetti qualitativi. L’intenzione di trasformare gli elementi qualitativi (la complessità umana e sociale) in dati quantitativi è ingannevole e presuntuosa.
- Il Ruolo dell’Osservatore: L’osservatore non è mai “neutrale” o “esterno” al sistema osservato, ma ne fa parte. L’atto di osservare modifica l’oggetto/sistema, e l’osservatore stesso viene cambiato dall’osservazione. L’isolamento del sistema è una mera astrazione.
3. L’Essenzialità dell’Errore e dell’Imprevedibilità
La Sfida Epistemologica: La vera sfida è riconoscere i legami, le connessioni e l’interdipendenza tra le parti, i processi e le persone, iniziando a nutrire e coltivare il pensiero per definire un sistema di pensiero adeguato all’ipercomplessità, un percorso che cerca l’Errore (fonte di conoscenza e vitalità), l’Altro, l’Umano e la Vita.
Impossibilità di Previsione Totale: Nei sistemi altamente complessi, in particolare quelli sociali, è impossibile misurare le condizioni iniziali con la necessaria precisione (che dovrebbe essere infinita), rendendo la prevedibilità totalmente impossibile.
Sensibilità alle Condizioni Iniziali: Come evidenziato dall’effetto farfalla, piccole variazioni possono innescare effetti enormi e imprevedibili sull’intero sistema, rendendo i loro sviluppi futuri imprevedibili e impossibili da misurare nei sistemi complessi.
Il Valore dell’Umano: Tentare di eliminare l’errore, il dubbio e l’imprevedibilità significherebbe eliminare ciò che rende gli esseri umani tali, ovvero la possibilità di fare scelte diverse (anche sbagliate). L’ingenuo tentativo di eliminare l’errore (o il conflitto nei sistemi sociali) è destinato al fallimento e ostacola il pensiero critico.