Digital-militare


la tecnologia digitale influisce su diversi aspetti del conflitto militare, dallo spionaggio al sabotaggio e alla disinformazione, operazioni che rende più economiche e semplici rispetto a quelle impiegate dai sabotatori durante la Guerra fredda. È inoltre assai più difficile attribuire la responsabilità di un’azione di guerra digitale rispetto a quella di spionaggio umano. Infine, la tecnologia digitale è una fonte di «potere ugualitario», che offre alle piccole potenze e agli attori non statali i mezzi per colpire i protagonisti delle relazioni internazionali, eludendo i tradizionali meccanismi di deterrenza 11 . Di conseguenza, l’uso delle risorse digitali a scopo di controllo sta diventando un elemento centrale del pensiero strategico e tattico. (…) Dalla fine della Guerra fredda l’egemonia informativa americana è stata attivamente messa in discussione da attori statali e non statali che hanno saputo utilizzare le informazioni come arma asimmetrica. Allo stesso tempo, lo spazio informativo ha conosciuto una militarizzazione strisciante, su istigazione degli eserciti e dei servizi di intelligence di Stati che hanno scelto di utilizzare le informazioni per preparare e talvolta condurre guerre che non potevano o non volevano affrontare con mezzi convenzionali. Per oltre trent’anni le democrazie sono state messe alla prova dalla guerra dell’informazione. (D. Colon, “La guerra dell’informazione. Gli stati alla conquista delle nostre menti”)