Capitale documediale (non è Frassica e nemmeno Totò)

La tesi di fondo del testo è la proposta di un “comunismo digitale” come “terza via” politica per l’era del web.

Questa proposta mira a risolvere il dilemma geopolitico contemporaneo: da un lato, l’impero liberale calante (USA) garantisce la libertà ma non ridistribuisce il valore prodotto sul web; dall’altro, l’impero bolscevico crescente (Cina) ridistribuisce il valore ma limita la libertà individuale tramite un controllo totalitario.

Il comunismo digitale è definito come un “comunismo capitalista” e “consumista” (“comsumismo”), capace di affermarsi senza bisogno di una rivoluzione violenta, permettendo una ridistribuzione equa del valore che l’umanità produce attraverso l’interazione con il digitale.

I concetti chiave a supporto di questa tesi sono:

1. Il Capitale Documediale

Il comunismo digitale si basa su un nuovo presupposto tecnico ed economico: il “capitale documediale”.

  • Natura e Origine: Il capitale documediale è il capitale generato dal web (o digitale), composto da documenti (dati) prodotti dai media e dalla registrazione della forma di vita umana. L’intera umanità produce questi dati.
  • Fondamento nel Consumo e nel Bisogno: Questo capitale si distingue da quello industriale o finanziario perché non è frutto della produzione (che è sempre più automatizzata), ma del consumo. Il consumo è la manifestazione della caratteristica fondamentale dell’umano, il bisogno.
  • Patrimonio dell’Umanità: Il capitale documediale è il ritratto più fedele della realtà presente e passata dell’umanità. Si tratta di un patrimonio che va restituito a coloro che lo producono.
  • Caratteristiche essenziali: Il capitale documediale è nuovo (non esisteva prima del Duemila), ricco (una ricchezza senza precedenti e sincera, poiché l’azione non inganna), replicabile (i dati sono beni intangibili e non rivali, quindi possono essere ceduti senza che chi li cede ne resti privo, evitando così l’esproprio violento), ed equo.
2. La Trasvalutazione dei Valori

L’avvento del capitale documediale impone una radicale trasvalutazione dei valori:

  • Dal Lavoro alla Mobilitazione: Il mito del lavoro (l’homo faber) è obsoleto a causa dell’automazione. Al suo posto si impone la mobilitazione, ovvero l’attività umana (consumo) che, registrata sul web, produce valore potenziale.
  • Dalla Produzione al Consumo: La funzione della produzione ricade sulle macchine. Il consumo diviene il grande generatore di valore della nostra epoca. Il consumo, inteso come espressione della vita e del bisogno umano, deve essere riscattato dalla sua ingiusta reputazione di “ottavo vizio capitale”.
  • Dal Merito al Bisogno: Il merito è raro, dubbio e ingiusto, e alimenta la tirannia. Il bisogno è invece universale ed equo, ed è su questo che si può fondare una ridistribuzione equa delle risorse. Questo permette l’attuazione effettiva del principio cardine del comunismo: “A ognuno secondo i suoi bisogni”.
  • Dalla Rivoluzione alla Capitalizzazione: La critica radicale e la rivoluzione (che è “peggiore di qualsiasi abuso”) sono considerate inutili e dannose. La via del progresso è la capitalizzazione alternativa, non cruenta né ingiusta.
3. Le Piattaforme Comuniste

La realizzazione pratica del comunismo digitale avviene attraverso la creazione di “piattaforme comuniste”.

  • Ruolo e Base Legale: Le piattaforme comuniste sono organismi intermedi (come banche, ospedali, università, cooperative). Esse sfruttano la normativa europea sul “burocratismo” (in particolare il diritto alla portabilità dei dati stabilito dal Regolamento europeo 679/2016) per richiedere e gestire i dati prodotti dai cittadini sul web.
  • Volontarietà e Bene Comune: L’adesione e la cessione dei dati alla piattaforma sono su base volontaria. La finalità è esplicitamente il bene comune e la solidarietà, diversamente dalle piattaforme commerciali (liberali) o statali (bolsceviche).
  • Funzionamento: La piattaforma raccoglie i dati, li valorizza (trasformandoli in valore monetizzabile, servizi o conoscenza scientifica, attraverso l’Intelligenza Ibrida che accoppia dati strutturati e non strutturati) e li ridistribuisce.
  • Ridistribuzione del Valore: I proventi della capitalizzazione vengono ridistribuiti non come spiccioli ai singoli aderenti, ma in servizi, supporto e formazione a coloro che si trovano in stato di bisogno, anche se non hanno un conto in banca o possiedono scarsi meriti. La compensazione può consistere anche nell’accrescimento delle “zone di gratuità di beni e servizi”.
4. La Via Europea (Burocratismo)

L’Europa, pur non essendo ancora la soluzione sufficiente, offre la condizione necessaria per il comunismo digitale attraverso il burocratismo normativo. Le norme europee (come il GDPR e il Data Governance Act) garantiscono il diritto alla portabilità dei dati e promuovono l’“altruismo dei dati” (condivisione volontaria per scopi di interesse pubblico). La proposta di comunismo digitale si colloca in questo quadro di flessibilità e supporto istituzionale.