Come fa un algoritmo a sembrarci intelligente? La risposta non è difficile e non è solo un’idea astratta, come si potrebbe pensare all’inizio. Succede soprattutto perché l’algoritmo, cioè il calcolo matematico, è nascosto bene dentro una scatola che non si può aprire, e che ne nasconde del tutto come funziona.Nessuno di noi penserebbe che un’automobile sia “intelligente”. Questo perché possiamo aprire il cofano in qualsiasi momento. Anche se non sappiamo niente di meccanica, capiamo subito che l’auto si muove grazie a un meccanismo che trasforma la benzina in energia per farla andare. Ma che cosa penseremmo istintivamente se, arrivando da un tempo lontano al giorno d’oggi, ci trovassimo davanti a una “scatola magica” che ci porta dove vogliamo, senza che noi facciamo fatica? È chiaro che l’impressione sarebbe molto diversa e, in un certo senso, molto più “affascinante”. Per noi sarebbe un oggetto “magico” che ci permette di muoverci, anche in salita, grazie a poteri misteriosi nascosti nella sua carrozzeria chiusa.Ecco, è un po’ quello che proviamo quando ci troviamo davanti a un meccanismo di intelligenza artificiale. Ammiriamo quello che sa fare e siamo affascinati dalle possibilità che queste tecnologie ci apriranno in futuro. Però, allo stesso tempo, ci sentiamo un po’ confusi (a volte anche un po’ preoccupati) per il mistero che questi programmi sembrano nascondere. (fonte: M. Verdecchia – La presunta intelligenza artificiale. Piccolo viaggio tra i meandri di una tecnologia ansiogena)