Decolonizzare la Scuola: Analisi e Prospettive del Convegno CESP

Il presente documento sintetizza i contributi emersi durante il convegno “Decolonizzare la scuola”, organizzato dal Centro Studi per la Scuola Pubblica (CESP) a Torino, il 27 marzo 2026. L’analisi evidenzia come l’istituzione scolastica italiana non sia un luogo neutro, bensì un apparato che riproduce gerarchie razziali e sociali attraverso meccanismi sistemici definiti “colonialità ”.
I punti cruciali emersi includono:
- La distinzione tra colonialismo e colonialità : Mentre il primo è un processo storico di conquista, la seconda è un sistema di potere persistente che modella saperi, esseri e gerarchie sociali anche dopo la fine formale del dominio coloniale.
- L’Afasia Coloniale Italiana: Un disturbo del linguaggio e della memoria che impedisce di nominare correttamente i crimini del passato, favorendo miti auto-assolutori come quello degli “italiani brava gente”.
- Razzismo Strutturale e Burocratico: L’impatto devastante della legislazione sulla cittadinanza (jus sanguinis) e dei permessi di soggiorno sulla carriera scolastica e sulla salute psichica degli studenti con background migratorio.
- La Geografia Coloniale degli Istituti: Una distribuzione urbana che confina gli studenti razializzati negli istituti professionali di periferia, precludendo l’accesso ai licei e ai percorsi di prestigio.
- Necessità di una Giustizia Epistemica: La decolonizzazione della scuola richiede la messa in discussione dell’eurocentrismo nei programmi, la valorizzazione del plurilinguismo e l’adozione di strumenti pedagogici critici come il “Toolkit Empowered”.
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1. Il Quadro Teorico: Colonialismo vs. ColonialitÃ
L’analisi parte dalla necessità di distinguere il colonialismo come evento storico dalla colonialità come struttura sistemica. La colonialità è il termine che descrive l’impossibilità di separare la modernità occidentale dal processo coloniale.
Le tre dimensioni della colonialità :
- Colonialità del Sapere: L’eurocentrismo che eleva il metodo di produzione della conoscenza occidentale a unico sapere universale, operando quella che viene definita “violenza epistemica” o “epistemicidio” nei confronti delle culture non occidentali.
- Colonialità del Potere: Un regime apparso con la modernità che si basa sulla razializzazione del lavoro e sull’espansione dello Stato-nazione, dove la razza diventa il principio organizzatore della società .
- Colonialità dell’Essere: La formazione di un’identità europea che vede il “bianco” come soggetto e l’altro come oggetto, posizionando i soggetti non bianchi in una zona di subalternità tra l’umano e il non umano.
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2. La Memoria Storica Italiana: Amnistia e Amnesia
Il contesto italiano è caratterizzato da una specifica “afasia coloniale”. Questo concetto, mutuato dalla studiosa Ann Laura Stoler, non indica una mancanza di informazioni, ma l’incapacità di chiamare le cose con il loro nome, rendendo incomprensibile l’esperienza coloniale e le sue tracce attuali.
- La Strana Decolonizzazione: La fine del colonialismo italiano è stata ambigua, legata alla sconfitta bellica e prolungata fino al 1960 con l’amministrazione fiduciaria della Somalia.
- Continuità Normativa: Leggi fondamentali, come quella sulla cittadinanza basata sullo jus sanguinis, risalgono al 1912, in concomitanza con la guerra di Libia. Molte norme nate durante il fascismo e il periodo coloniale sono rimaste “incistate” nell’ordinamento repubblicano (ad esempio, il Codice penale e le norme sul controllo dei corpi).
- Il Mito della Bontà : A partire dagli anni ’60 e ’70, la scuola ha promosso l’idea di un colonialismo “umano” e pacifico, occultando i crimini commessi in Africa.
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3. Barriere Burocratiche e Violenza dello Stato
Il sistema dei documenti rappresenta una forma di razzismo istituzionale che impatta direttamente sulla vita scolastica. Il collettivo Ujamà evidenzia come la precarietà burocratica generi uno stato di “limbo” per gli studenti.
Impatto dei Permessi di Soggiorno:
- Lentezza Burocratica: Appuntamenti in Questura fissati a distanza di mesi, durante i quali il soggetto vive con una semplice ricevuta, privo di certezze sui propri diritti.
- Ricatto lavorativo: I permessi per motivi di studio limitano le ore di lavoro (max 20 settimanali), costringendo gli studenti a scegliere tra istruzione e sussistenza.
- Mobilità Forzata: Per i richiedenti asilo, gli spostamenti tra centri di accoglienza interrompono bruscamente la continuità didattica e le reti relazionali.
La Legge sulla Cittadinanza (1992):
La normativa vigente richiede 10 anni di residenza ininterrotta e una soglia di reddito minima. Un solo errore burocratico (es. buco di residenza di pochi mesi) può azzerare il percorso, obbligando il soggetto a ricominciare da capo. Al compimento del 18° anno, chi è nato in Italia ha solo un anno di tempo per richiedere la cittadinanza, trascorsi i quali diventa “immigrato” nel proprio Paese.
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4. La Scuola come Apparato di Riproduzione Sociale
La scuola italiana, invece di essere un motore di emancipazione, spesso agisce come strumento di riproduzione delle gerarchie razziali.
Eurocentrismo dei Programmi
I programmi didattici tendono a marginalizzare la storia e il progresso scientifico extra-europeo:
- Storia dell’Africa: Presentata solo attraverso gli Egizi, la schiavitù e il colonialismo, ignorando secoli di regni, rivoluzioni e produzione culturale.
- Scienza: L’attribuzione esclusiva di scoperte all’Occidente (es. Copernico che si avvale degli studi dell’astronomo damasceno Ibn al-Shatir).
- Diritti: La celebrazione della Dichiarazione del 1789 ignorando precedenti come la Carta di Manden (1236) nell’Impero del Mali.
Orientamento e Segregazione
I dati statistici confermano una canalizzazione degli studenti senza cittadinanza verso percorsi meno prestigiosi:
| Tipo di Istituto | Percentuale studenti senza cittadinanza |
| Licei | 5,3% |
| Istituti Professionali | 13,7% |
| Formazione Professionale | 28,4% |
Questo fenomeno, definito “Geografia Coloniale”, vede i licei concentrati nei centri urbani “bianchi” e le scuole professionali nelle periferie “razializzate”. Spesso i consigli orientativi sono influenzati da racial bias (pregiudizi inconsci), portando i docenti a consigliare istituti tecnici anche in presenza di elevate capacità cognitive, basandosi su stereotipi legati alla classe sociale o alla cultura d’origine.
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5. Dinamiche Relazionali e Linguistiche
La lingua italiana viene spesso utilizzata come strumento di esclusione piuttosto che di inclusione.
- Retrocessioni improprie: Studenti neo-arrivati vengono inseriti in classi inferiori alla loro età solo per carenze linguistiche, senza valutare le competenze disciplinari già acquisite.
- L’importanza del Nome: La frequente storpiatura o “italianizzazione” dei nomi non italiani è percepita come una profonda umiliazione e un atto di disconoscimento identitario.
- Islamofobia e festività : Il calendario scolastico basato esclusivamente sulle festività cristiane obbliga gli studenti musulmani a scegliere tra l’esercizio del proprio culto (es. Ramadan, fine del digiuno) e la presenza a scuola, generando un senso di non appartenenza.
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6. Strumenti per la Decolonizzazione: Il Toolkit Empowered
Per contrastare la colonialità , è stato presentato il Toolkit Empowered (prodotto da Cappovolte), uno strumento gratuito volto a fornire alla comunità educante basi teoriche e attività pratiche.
Attività principali del Toolkit:
- Mettere in discussione l’eurocentrismo nei curricula.
- Analizzare l’odio e le hate speech a scuola come sistemi e non come semplici sentimenti individuali.
- Riconoscere le micro-aggressioni quotidiane.
- Trasformare la comunità didattica permettendo agli studenti di “educare gli educanti”.
Il toolkit sottolinea che la decolonizzazione non può essere un processo indolore: richiede la rinuncia a privilegi e la volontà di affrontare il “cameratismo bianco” che spesso protegge l’istituzione dal cambiamento.
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7. Conclusioni: Verso una Scuola Plurale
La decolonizzazione della scuola non è un’operazione estetica, ma un processo politico che richiede di:
- Nominare la razza: Superare il tabù del termine per riconoscere come il razzismo impatti materialmente sulle vite.
- Rompere l’omertà : Denunciare gli atteggiamenti razzisti tra colleghi e nelle pratiche istituzionali.
- Valorizzare il Plurilinguismo: Smettere di considerare le lingue d’origine come un ostacolo e vederle come una risorsa culturale.
- Riformare la Cittadinanza: Sganciare i diritti civili e sociali dalla “performance” linguistica o dal reddito della famiglia.
In definitiva, decolonizzare la scuola significa trasformarla da un luogo di riproduzione del potere a uno spazio di “storia potenziale”, dove la diversità non è tollerata, ma costituisce la norma.

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