Convergenza mentale

Con questa espressione Bellucci e Cini intendono due processi che si compenetrano:

  • la sussunzione dell’intelligenza umana nelle macchine (il saper fare viene formalizzato in flusso informatico);
  • l’addestramento dei lavoratori – ma anche dei cittadini – a “ragionare” in funzione delle necessità del funzionamento del flusso informatico stesso.

La convergenza mentale è conseguenza dalle esigenze di razionalità e razionalizzazione imposte dai rapporti di produzione del capitalismo informazionale, il cui schema cognitivo, operativo e culturale è assolutamente dominante e selettivo.
I due autori sottolineano anche il fatto che la capacità produttiva concreta delle stesse macchine in termini di conoscenza, cultura ed espressione è molto limitata da condizioni e limiti della proprietà intellettuale, concepita in funzione del profitto.
I rapporti di produzione di tipo capitalistico, insomma, compromettono le potenzialità reali delle tecnologie.

Per estensione, il concetto può comprendere la società strumentalizzata di cui parla Zuboff, alveare macchinico governato nei comportamenti.

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