Archivi del potere e potere degli archivi

Sono molto interessanti le sintetiche riflessioni di Matteo Pasquinelli sulla Metadata society:

“[Società dei metadati] è il nome dato alla forma tecnopolitica che emerge accanto e all’interno della network society (Castells 1996) a causa della crescita dei data center aziendali e statali dalla fine degli anni ’90. I data center accumulano “big data”: vaste informazioni sul clima mondiale, sui mercati azionari, sulle catene di approvvigionamento delle materie prime e sulle comunicazioni telefoniche e sui social network di miliardi di persone, ad esempio. L’istituzione di questi grandi set di dati come fonte primaria di capitale cognitivo e potere politico segna la nascita della società dei metadati, essendo precisamente la meta analisi dei dati – mappatura e interpretazione dei loro modelli e tendenze e previsione delle loro tendenze – e non la loro bruta accumulazione che rende i set di dati significativi e preziosi.
(…) Non appena il World Wide Web è diventato un mezzo popolare negli anni ’90, è stato posto il problema della sua cartografia. La soluzione più intelligente alla navigazione del WWW è arrivata dall’algoritmo PageRank di Google. Il primo datacenter istituito da Google nel 1998 (…) può essere considerato la pietra miliare della nascita della società dei metadati, in quanto è stato il primo datacenter ad iniziare a mappare Internet su scala globale tramite vettori di ranking. Nel 2013 Edward Snowden ha rivelato al quotidiano The Guardian (…) l’enorme programma di sorveglianza clandestina della NSA PRISM , avviando un grande dibattito sulla sorveglianza dei metadati (…). Pertanto il periodo tra il 1998 e il 2013 può essere grosso modo identificato come il consolidamento della forma tecnopolitica della società dei metadati. (…)

In quanto forma simbolica della società dell’informazione, il database è anche la nuova forma dell’archivio del potere (…). Lo spazio politico dei dati emerge come un’estensione delle precedenti istituzioni di conoscenza e potere, sebbene ora sotto il complesso e pesante governo delle scienze dell’informazione e della matematica. I “Datascapes” nascono nei registri degli archivi antichi come semplici griglie quadrate: linee orizzontali con il nome della persona e linee verticali che ritagliano e ordinano dati politici: età, sesso, classe, malattia, criminalità, ecc. territori con la burocrazia dello Stato moderno (….). Il censimento statunitense del 1890, ad esempio, fu possibile grazie all’introduzione delle schede perforate da parte della Tabulating Machine Company (che nel 1924 avrebbe cambiato nome in International Business Machines, o IBM). Il censimento del 1890 chiariva già come le tecnologie dell’informazione stessero contribuendo ai processi di segmentazione e razzializzazione della società statunitense. Dopo la seconda guerra mondiale l’incontro delle statistiche con i primi computer mainframe generò il database come forma politica”. (da Società dei metadati, in “Posthuman glossary“)

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