La (falsificante) retorica dell’economia di condivisione

Pirone chiarsce che:

la razionalità logistica alla base del funzionamento delle piattaforme [sfrutta Il carattere cooperativo del processo produttivo mediante] espropriazione e accentramento dei processi decisionali nelle “mani” dell’algoritmo [e] la dimensione
collettiva del lavoro non trova riscontro in una corrispettiva dimensione partecipatadegli strumenti manageriali e delle policy aziendali. Questo crea una domanda sociale di consumo etico e di riorganizzazione del modello d’impresa su basi maggiormente democratiche. [Attualmente] le piattaforme hanno il loro asset principale negli strumenti di gestione algoritmica del lavoro e nella estrazione ed elaborazione di dati. Si tratta di una datificazione totale non solo della prestazione lavorativa – che è monitorata in tutti i suoi aspetti – ma delle abitudini di consumo degli utenti (M. Pirone, “La governance urbana del lavoro di piattaforma. Una ricognizione europea”. Sociologia del lavoro, 163-2022)