Newman analizza le conseguenze dell’etica di non intervento sui social media:
su internet, in realtà, la maggior parte dei contenuti riesce a passare sostanzialmente senza alcuna forma di moderazione da parte di operatori umani, a meno che non venga segnalata dagli utenti. Una delle conseguenze (…) è che i social media si sono trasformati in un terreno fertile per discorsi violenti, molesti e minacciosi, nonché per vari tipi di propaganda e disinformazione, soprattutto in occasione delle campagne elettorali. Gli algoritmi di gestione dei contenuti, concepiti per massimizzare il coinvolgimento degli utenti, sono in grado di amplificare l’indignazione e le bugie a scapito dell’espressione di ciò che è ragionevole e vero. Nessuno dei principali social network ha finora trovato delle soluzioni adeguate che siano davvero in grado di mantenere un equilibrio virtuoso tra la libertà e l’apertura che vogliono offrire agli utenti e la necessità di proteggerli dai danni che essi possono subire a opera di altri. (M. Z. Newman, “Media. Una cassetta degli attrezzi”)