Cattura della regolamentazione

Newman chiarisce:

Una determinata industria può arrivare ad avere il potere di influenzare il processo di regolamentazione statale sul proprio settore, dettandone le condizioni. (…) Il caso della Fcc è evocato di frequente nelle discussioni su questo fenomeno, poiché la sua attività di regolamentazione dei servizi di radiodiffusione e di internet ha spesso avuto la tendenza a servire i consumatori solo teoricamente, privilegiando in concreto gli interessi economici delle aziende del settore dei media. Nell’area emergente di internet e, in particolare, della regolamentazione dei social media, Facebook ha, per esempio, manifestato una posizione favorevole alle regolamentazioni, appoggiando delle policy che dovrebbero permettergli di continuare a trarre benefici e profitti dalle proprie attività senza dover confrontarsi con un contesto normativo ostile, ma vediamo perché. Si pensi alla campagna pubblicitaria del 2021 «It’s Time», dichiaratamente a favore della regolamentazione della disinformazione nei contesti elettorali, della privacy e della sicurezza, della moderazione dei contenuti e della portabilità dei dati. Ebbene, Facebook mirava a influenzare la riscrittura della regolamentazione di internet in modo da favorire i propri interessi economici in un momento in cui alcuni politici americani, delle piú diverse estrazioni, avevano assunto delle posizioni nettamente contrarie nei confronti dell’azienda. Insomma, posizioni che avrebbero potuto mettere in discussione le sue prospettive commerciali future. (M. Z. Newman, “Media. Una cassetta degli attrezzi”)