Il valore delle parole

Casilli ricostruisce:

Usiamo molti termini perché si tratta di una comunità scientifica ancora relativamente giovane. Probabilmente, tra 20 anni, parleremo tutti di una cosa. 20 anni fa, una delle prime espressioni sviluppate fu “lavoro per clic”. In altre parole, possiamo avere soluzioni di intelligenza artificiale attraverso il lavoro di persone che non sono né esperti, né scienziati, né informatici, e che svolgono compiti piccoli come un clic. Poi è stato necessario inventare un altro termine che coprisse la questione della quantità, perché questi non sono compiti affidati a dieci persone. Sono necessarie centinaia di migliaia di persone per ogni soluzione di intelligenza artificiale che desideri sviluppare. Ecco perché abbiamo iniziato a parlare di “crowdwork”. Ma si possono affidare compiti complessi anche alla folla. Quindi assicuriamoci di essere d’accordo sul fatto che si tratta di compiti piccoli, semplici, facili e veloci da eseguire: è così che è nata la parola “microlavoro“. Più recentemente, la situazione è diventata più complessa, perché anche i microtask vengono svolti per una serie di ragioni e in vari modi. Ad esempio, nel caso dei lavoratori a bassissimo reddito nei paesi a basso reddito, questi compiti servono solo per generare dati e sono normalmente associati alle cosiddette “click farm”. L’idea di una fattoria evoca qualcosa di sporco e di vicino alla terra: è il livello più basso di questo mercato. Adesso si parla anche di “AI labour”, genericamente associato al contributo umano alle soluzioni AI. (traduzione in proprio)