Lo ricordano Dardot e Laval, che contrappongono anche concorrenza e scambio, disuguaglianza ed equivalenza, caratterizzando la ragione neoliberista.
- il mercato non è un dato naturale ma una realtà costruita, che come tale richiede l’intervento attivo dello Stato e la realizzazione di un sistema di diritto specifico.
- l’essenza dell’ordine di mercato non sta nello scambio, ma nella concorrenza, definita essa stessa come rapporto di disparità tra unità di produzione distinte, o «imprese». Costruire il mercato, di conseguenza, implica la generalizzazione della concorrenza come norma delle pratiche economiche;
- lo Stato non è solo un guardiano che vigila sul quadro, ma è esso stesso sottoposto nella propria azione alla norma della concorrenza;
- La «governamentalità imprenditoriale», che deve prevalere al livello dell’azione statale, trova un naturale prolungamento nel governo di sé dell’«individuo-impresa». (adattamento da P. Dardot – C. Laval, “La nuova ragione del mondo. Critica della razionalità neoliberista”)