Avverte
Quali sono i rischi (…)? Il primo consiste in un impercettibile “slittamento epistemologico” dalla previsione (prae-videre) alla predizione (prae-dicere), fino alla prescrizione (prae-scribere). Infatti l’illusione di creare “intelligenze” sovrumane, in grado di elaborare quantità di dati inaccessibili all’umano, sta sostituendo piano piano l’uso delle macchine per fare previsioni (utili per stimare possibili eventi futuri) e quello delle macchine per fare predizioni (utili per formulare ipotesi future), fino ad arrivare a delegare completamente alle macchine: la macchina fa prescrizioni e l’umano esegue. La delega alle macchine di scelte importanti irriducibili ad un algoritmo, ad un calcolo, rischia di portare al sonno della ragione (…) meglio parlare di “algoritmi dinamici che si calibrano con (tanti) dati”. (N. Patrignani, “Non chiamiamola ‘intelligenza’ artificiale”, in AA. VV., “Miti e trappole dell’intelligenza artificiale”)