[Sono] la capacità delle persone di plasmare attivamente il risultato del calcolo algoritmico a proprio vantaggio (…) [Infatti] gli algoritmi (…) [possono] essere impiegati anche per resistere al potere di coloro che li hanno programmati. La nostra non è una fantasia cyberpunk, ma piuttosto una consapevolezza radicata nelle pratiche che abbiamo osservato in anni di ricerca. (…) le persone mettono in atto tattiche diverse per ridurre questa asimmetria, così come sono in grado di attribuire nuovi significati agli algoritmi che utilizzano, trasformandoli in strumenti efficaci per perseguire le proprie agende politiche, economiche, culturali o sociali. Avere meno potere rispetto alle piattaforme digitali, però, non significa automaticamente stare dalla parte dei “buoni”. L’agenzia dell’utente, come vedremo, può anche generare azioni che alcuni di noi potrebbero considerare riprovevoli o criminali. (…) di fronte alla sproporzionata potenza computazionale esercitata dalle aziende tecnologiche, [alcuni soggetti] riescono faticosamente a migliorare la loro visibilità e le loro condizioni di lavoro, a organizzare forme di azione collettiva e a costruire legami di solidarietà. Tutti possono esercitare vari gradi di azione algoritmica, indipendentemente dal loro status lavorativo situato. Abbiamo scelto (…) tre ambiti – gig work, industrie culturali e politica – perché rappresentano tre momenti importanti della nostra vita quotidiana e vogliamo mostrare come la capacità di esercitare il libero arbitrio attraversi varie sfere della vita e sia comune a varie piattaforme online. (…) siamo profondamente consapevoli che l’azione degli utenti nella società delle piattaforme è il risultato sia dei vincoli posti dalle strutture di potere delle piattaforme sia della loro capacità di sfruttare le affordances delle piattaforme a proprio vantaggio. Oltre a studiare le infrastrutture e gli effetti di questo potere crescente, crediamo che sia necessario, come studiosi dei media, cittadini e attivisti, indagare il potere ancora a disposizione delle persone per affermare la propria autonomia di scelta e trovare il proprio ritmo di danza attraverso il caos assordante portato dall’ascesa della società delle piattaforme. (T. Bonini – E. Treré, “Algorithms of Resistance- The Everyday Fight against Platform Power”, Traduzione in proprio)
https://www.radioraheem.it/overnight/67-resistere-agli-algoritmi

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