Uso ecologico dei dati digitali

La proposta di Sloweb:

Per un uso ecologico dei dati digitali dovremmo:

  • Produrre meno dati, e cercare di concentrarci su quelli fertili e buoni.
  • Selezionare i dati con occhi critico, pensando alla trasmissione di oggi, alla narrazione. Senza selezione non c’è narrazione. *
  • Conservare pensando alla trasmissione, e in particolare a tramandare alle generazioni future la nostra conoscenza, con i semi – dati buoni – che l’hanno generata, per loro future anche indipendenti elaborazioni.
  • Valorizzare allo scopo di crescere a livello personale e a livello collettivo (in famiglia, in comunità, in azienda).

In breve, la pratica di uso ecologico dei dati porta alla riduzione della massa grassa di dati sterili, all’emergere dei dati fertili, a un miglior uso del nostro tempo e dello spazio digitale. È una prima risposta concreta alle conseguenze dell’uso consumistico dei dati digitali.

  • Un concetto affascinante che il movimento Sloweb potrebbe un giorno discutere è di considerare lo spazio di storage – le cui dimensioni e gestione hanno importanti ricadute ecologiche – come una risorsa naturale non illimitata e da gestire con criteri collettivi. Lo spazio virtuale richiede energia, acqua, suolo, tutte risorse naturali non infinite. Mentre sappiamo che l’acqua dolce va risparmiata, non abbiamo ancora coscienza del fatto che lo stesso vale per lo spazio virtuale.
(fonte: “Appendice 2. La gestione ecologica dei dati digitali“, in “P. Jarre – F. Bottino – a cura di – “Sloweb, piccola guida all’uso consapevole del web”)