Descrivere i dispositivi digitali come prodotti sociali a prevalente impianto capitalistico e svelarne le ambiguità in modo emancipato e con scopo emancipante è dovere politico-culturale di una critica radicale della "platform society", capace di decostruire mediante cortocircuiti concettuali l'inganno tecno-liberista della "società della conoscenza sorvegliata" e dell'estrattivismo.
il percettrone era una rete neurale statistica per il riconoscimento di schemi, cioè una rete di calcolo auto-organizzante per la classificazione degli stimoli in modo binario (…) Il Mark I Perceptron è un dispositivo per l’apprendimento e il riconoscimento dei modelli. Può imparare a classificare i modelli piani in gruppi sulla base di alcune somiglianze e differenze geometriche. Tra le proprietà che può usare nelle sue discriminazioni e generalizzazioni ci sono la posizione nel campo visivo della retina, la forma geometrica, la frequenza di occorrenza e le dimensioni. Se, tra le molte possibili basi di classificazione, se ne desidera una in particolare, questa può essere generalmente trasferita al percettrone mediante una sessione di apprendimento forzato o un processo di addestramento alla correzione degli errori. Se lasciato a se stesso, il percettrone può ancora dividere in classi i modelli che gli si presentano, su una base di classificazione della sua propria formazione. Questo processo formativo è comunemente indicato come apprendimento spontaneo. (M. Pasquinelli, “The Eye of the Master: A Social History of Artificial Intelligence” – traduzione in proprio)