Veruggio elenca:
- ricadute su territorio sempre inferiori a promesse;
- assenza di articolazioni significative del mansionario;
- impossibilità di fare leva su differenze etniche, genere, età;
- utilizzo da parte di dipendenti di tecnologie e metodi socializzanti.
Oltre a questo, vi è il rischio di collasso a fronte del blocco degli hub cruciali, che nel caso di Amazon sono le piccole stazioni di consegna.
Sul piano della potenziale sindacalizzazione è decisivo il fattore-tempo:
- molti lavoratori “durano” troppo poco per sviluppare senso di solidiarietà;
- sono necessarie perciò strategie che anticipino le mosse di Amazon, magari sull’esempio dei lavoratori di Tesla.
(Fonte: M. Veruggio, “Organizzazione del lavoro e conflitto di classe in Amazon”, in AA.VV, “Conflitto di classe e sindacato in Amazon. Da New York a Passo Corese“)