Approccio che individua negli utenti dei dati/decisori gli attori essenziali di questi sistemi. La sua necessità è particolarmente evidente quando
Il lavoro invisibile dei dati, o le ontologie dell’informazione, (…) [sono] al centro della ricerca in un contesto di crescente implementazione e unione dei sistemi di gestione dei dati su varie scale, dalle singole scuole ai sistemi scolastici nazionali. L’ontologia ha una duplice accezione in questo contesto, innanzitutto come “concetto filosofico che descrive la questione metafisica dell’essere”, ma anche come è stata “sviluppata nel campo della scienza dell’informazione, dove ha una definizione distinta come schema concettuale o modello semplificato di un mondo“. Le ontologie “consentono la formalizzazione dei dati… che possono essere comunicati all’interno dei sistemi e tra di essi”, e allo stesso tempo rivendicano il modo in cui gli attori o gli agenti arrivano a comprendere la natura e lo scopo dei sistemi in cui operano (…). Queste ontologie di dati informano la produzione di standard per rendere la raccolta di molteplici forme di dati condivisibile e comunicabile tra più sistemi e contesti. Gli standard di interoperabilità producono nuove possibilità di sviluppo di tecnologie digitali che possono essere utilizzate in tutte le giurisdizioni, riducendo i tempi e i costi di sviluppo dei prodotti e consentendo soluzioni generiche che eliminano le specificità del contesto. (…) Il modo in cui la valutazione è diventata centrale per le politiche è degno di nota per due motivi. In primo luogo, la valutazione è vista come uno strumento per guidare il comportamento all’interno dei sistemi, e come tale è vista come un mezzo per dirigere l’azione. In secondo luogo, se dovessimo tipizzare i modi in cui la politica concepisce la valutazione, sarebbe giusto dire che la maggior parte dell’enfasi è posta sull’affidabilità (intesa come la produzione coerente e stabile di punteggi), piuttosto che sulla validità (intesa come le inferenze fatte dai dati raccolti). (…) Man mano che i sistemi di valutazione diventano sempre più avanzati, anzi, man mano che imparano strategie di ottimizzazione, come possono l’insegnante, il genitore o anche lo studente capire come funzionano, come vengono prese le decisioni e come si forma il significato sulla base di algoritmi adattivi? Un risultato della datafication è che gli insegnanti stanno scoprendo che la loro vita professionale sta accelerando, in parte a causa del potere delle autorità dislocate. Un approccio fondato sulla filosofia della democrazia tecnica sembra essere una risposta di speranza.
(fonte: G. Thompson, “Next generation online assessments, technical democracy, and responding to digital disruption”, in AA. VV., “Digital Disruption in Teaching and Testing. Assessments, Big Data, and the Transformation of Schooling” – traduzione in proprio)