Poiché le logiche di mercato che promuovono la scelta, la concorrenza e la responsabilità attraverso programmi di trasparenza sono diventate dominanti nella gestione dell’istruzione, è aumentata l’enfasi sulle politiche volte a riformare l’istruzione in modi specifici. La serie di politiche che mirano a riformare la scuola, più di recente, è diventata largamente incentrata sulla valutazione come mezzo per ottenere miglioramenti modificando i comportamenti e le strutture. Tradizionalmente, queste politiche si sono concentrate sui dati dei test standardizzati e sulle responsabilità basate sui test come leva o “catalizzatore” del cambiamento. Recentemente, tuttavia, la centralità del tradizionale test standardizzato è stata messa in discussione dall’emergere di valutazioni online di nuova generazione che utilizzano i progressi delle infrastrutture digitali, degli algoritmi e delle tecnologie adattive, con l’obiettivo di produrre studenti del XXI secolo in un contesto di ansia per le competenze richieste per i “lavori del futuro”. Le tecnologie digitali sono ora un vettore centrale della riforma dell’istruzione, che opera attraverso molteplici tradizioni discorsive, in quanto promettono una maggiore individualizzazione o personalizzazione grazie alla loro capacità di rispondere alle esigenze dei singoli studenti, migliorando al contempo l’efficienza e l’efficacia dell’istruzione attraverso slogan come “just in time learning”, apprendimento personalizzato e valutazione adattiva. (G. Thompson, “Next generation online assessments, technical democracy, and responding to digital disruption”, in AA. VV., “Digital Disruption in Teaching and Testing. Assessments, Big Data, and the Transformation of Schooling” – traduzione in proprio)