Immagina il mondo come costituito da evidenze, corroborate da dati e rappresentazione dei fatti ed è alla base dell’uso accademico e tecnocratico di strumenti standardizzati. Ignora la performatività e la politica ontologica conseguenti a tale approccio; in particolare, in nome di neutralità e apoliticità auto-assegnate, invisibilizza il fatto che
le decisioni su quali strumenti utilizzare, quali elementi selezionare e come riunirli sono decisioni politiche che hanno conseguenze sul modo in cui il sistema viene immaginato e governato [e può sfociare in “politica in incognito”] (R. Gorur, B. Arnold, “Governing by dashboard. Reconfiguring Education Governance in the Global South“, in AA. VV., “Digital Disruption in Teaching and Testing. Assessments, Big Data, and the Transformation of Schooling” – traduzione in proprio)