Avanguardie diseducative

Natella chiarisce:

La pornografia è un’avanguardia di innovazione tecnologica. Il porno ha determinato il successo del formato Vhs nell’homevideo, la diffusione delle macchinette fotografiche Polaroid, la familiarizzazione degli utenti alla telematica con il MiniTel ed è anche sempre stata un passo avanti nell’uso di tecnologie per lo streaming video su Internet. Anche il termine deepfake nasce dal porno. Sebbene sia una crasi perfetta per descrivere la realizzazione di fake attraverso reti neurali artificiali che utilizzano il deep learning, una modalità di apprendimento automatico a partire da un set di dati, il ter-mine è nato in modo estemporaneo dal nickname di un utente di Reddit. Un anonimo programmatore che nel 2017 iniziò a pubblicare video pornografici con i volti di attrici come Gal Gadot, Emma Watson e Scarlett Johansson. «Deepfakes», così si chiamava l’utente, dice di non essere un esperto ricercatore ma di aver realizzato i video semplicemente mettendo insieme software ampiamente disponibili, per puro divertimento. Se lo sviluppo tecnologico dell’IA generativa viene dall’alto dei centri di ricerca, i first adopter sono i consumatori di pornografia del sottobosco amatoriale. Come tante innovazioni anche l’uso dei deepfake nasce dal basso. (…) I deepfake politici annunciano un più ampio scenario di interregno per il consumo di contenuti audiovisivi: qualsiasi immagine prodotta per quanto realistica non sarà più un calco della realtà ma una delle forme della sua scrittura. La pornografia ha anticipato questa trasformazione ed è già un simulacro della sessualità, non importa che i protagonisti siano reali o artificiali. L’importante è concatenare il desiderio. (A. Natella, “La politica del deepfake”, in Jacobin Italia, 23/2024)