Magnette è molto critico verso il discorso pubblico che prevale da almeno vent’anni sul cambiamento climatico e che si basa sulla responsabilità individuale e sull’adattamento dei comportamenti, guidati dai segnali di prezzo del mercato: il cittadino-consumatore è spinto economicamente – e stimolato moralmente – a comportarsi in modo responsabile, scegliendo beni e servizi sostenibili. Questo approccio incentrato sulla responsabilità individuale ha però notevoli limiti. Innanzitutto, affidare solo al cambiamento dei comportamenti dei consumatori è più oneroso e meno efficace che seguire orientamenti collettivi. Per esempio, se si spingono milioni di famiglie a sostituire l’automobile invece che a usare il trasporto pubblico, il costo per la comunità è molto più alto e l’effetto sulla riduzione del consumo energetico enormemente più basso. Se il reddito disponibile diventa l’unico criterio delle scelte di consumo, la logica degli adattamenti individuali pone anche problemi di equità: i più ricchi potranno accedere a beni e servizi ecologicamente virtuosi, mentre altri gruppi sociali non avranno altra opzione che accontentarsi di beni e servizi di inferiore qualità ecologica, a scapito della propria salute. Infine, mettere l’accento sulla responsabilità personale dei consumatori significa creare un legame tra ecologia e rinunce. (fonte: P. Magnette, “Manifesto eco-socialista. Un futuro di benessere per tutti”)