Gulson, Murphie e Witzenberger prevedono:
La progettazione dell’istruzione (…) si è a lungo concentrata su standard e risultati. Se da un lato questo può essere visto come un incoraggiamento alla fiducia nella professione, dall’altro può significare che l’insegnamento, in un certo senso già “pre-automatizzato” (…), è maturo per automazioni più complete, come lo sviluppo professionale che propone kit di strumenti. Questo renderà infatti più facile l’automazione completa, cioè il superamento della nostra automazione comportamentale per arrivare alla nostra completa sostituzione. (…) questo tipo di funzionalismo fa già parte del modo in cui sono organizzate le scuole: ordinare i comportamenti, e le risposte al mondo, in elementi di base e poi riassumerli in diagrammi e tassonomie ristrette e altamente ordinate permette di “imparare” più facilmente le cose con le macchine, specificando abilità/esperienza per abilità/esperienza. In altre parole, gran parte dell’attuale sistema di organizzazione dell’istruzione è già basato sulla (pre)automazione dell’apprendimento e dell’insegnamento. (…) Rischiamo di rendere gli studenti e gli insegnanti più sostituibili educandoli attraverso forme di organizzazione e modi di pensare e comportarsi che inducono le vite senza vita che sono più facilmente sostituibili. L’intelligenza artificiale, infatti, svolgerebbe queste funzioni senza vita in modo più efficiente, a costi molto più bassi o nulli, con una struttura più piatta. (“Amazon Go for Education?”, in AA. VV., “Digital Disruption in Teaching and Testing. Assessments, Big Data, and the Transformation of Schooling” – traduzione in proprio)