Governing by dashboard

Gorur e Arnold sintetizzano

Anche se alle nazioni beneficiarie [degli aiuti per lo sviluppo] viene delegata una maggiore responsabilità per l’efficacia degli aiuti e vengono esortate a “possedere” il programma, esse vengono anche monitorate da vicino per garantire la continua conformità. Negli ultimi decenni si è assistito alla nascita di infrastrutture di dati globali che fungono da sofisticati meccanismi di monitoraggio (…). Oltre alle significative funzioni di trasparenza e responsabilità, queste infrastrutture forniscono quadri epistemici comuni per gli aiuti e lo sviluppo. Ciò consente di armonizzare e allineare gli obiettivi. Le infrastrutture di dati si inseriscono in particolari epistemologie di governo dell’istruzione e stimolano particolari tipi di azione. Il pensiero sistemico adottato dalle agenzie di aiuto ha permesso alle infrastrutture di dati di fungere anche da infrastrutture di governance. I cruscotti sono oggi caratteristiche sempre più diffuse delle infrastrutture di governance globale, che rappresentano uno stile di governance vigoroso, reattivo e orientato ai risultati. (…) oltre a influenzare la governance attraverso l’orchestrazione dei flussi di dati, i cruscotti sono un immaginario sociotecnico che immagina e promuove particolari forme di governance. (…) La “governance by dashboard”, muscolare, tecnologica e guidata dai dati, fa parte dell’immaginario sociotecnico contemporaneo della governance (…) La nozione di immaginari sociotecnici mette insieme la tecnica e il sociale come reciprocamente produttivi. (…) I cruscotti offrono anche nuove opportunità di democrazia digitale e di partecipazione dei cittadini. Molti sono aperti al pubblico ed esprimono l’impegno del governo per una comunicazione aperta e trasparente. Le tecniche di visualizzazione utilizzate nei cruscotti rendono i dati accessibili a un’ampia gamma di utenti e le interfacce interattive consentono ai cittadini di fornire suggerimenti e di impostare preferenze di visualizzazione. (…) Nello sviluppo internazionale, i cruscotti sono diventati uno strumento popolare per monitorare i risultati in una serie di settori, tra cui la salute, l’istruzione, l’ambiente, la pace, la giustizia e la sicurezza. (…) La Banca Mondiale, il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) e DFID hanno sostenuto lo sviluppo di diversi cruscotti di dati nazionali e subnazionali con finanziamenti e competenze per garantire che i responsabili politici, i burocrati e le altre parti interessate dispongano di informazioni pertinenti e aggiornate per consentire un buon processo decisionale. La Banca Mondiale (2019a) ritiene che i cruscotti servano come forma di responsabilità, fornendo alle agenzie di donazione e ai cittadini locali dati di facile interpretazione sui progressi compiuti verso gli obiettivi di sviluppo. Sebbene le agenzie per lo sviluppo producano e pubblichino da tempo dati sull’istruzione, questi cruscotti ampliano e approfondiscono la portata dei dati per includere molti aspetti e livelli diversi dei sistemi (spesso con dettagli granulari), rappresentando questa complessità in un formato semplificato e di facile utilizzo. Di conseguenza, le dashboard cambiano la base empirica da cui vengono prese le decisioni e anche i criteri per definire una buona decisione (…) Il governo dei cruscotti ha conseguenze epistemologiche e organizzative, poiché gli scienziati dei dati e i visualizzatori introducono un nuovo vocabolario e nuovi modi di comprendere, manipolare e comunicare con i dati, [con il rischio di sacrificare la riflessione sulle questioni strategiche all’attenzione sugli aspetti operativi immediati] (R. Gorur, B. Arnold, “Governing by dashboard. Reconfiguring Education Governance in the Global South“, in AA. VV., “Digital Disruption in Teaching and Testing. Assessments, Big Data, and the Transformation of Schooling” – traduzione in proprio)

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