Lavorare in remoto (passato)

  • forme di software basate sull’AI, intuitive e facili da usare, possono aiutare le persone dai 60 anni in su a adattarsi ai mutamenti tecnologici del lavoro e ridurre gli errori nei compiti ripetitivi, e così permettere a questi lavoratori di concentrarsi su ciò che sanno fare meglio
  • le opportunità più allettanti sono offerte dalle tecnologie per il lavoro e l’apprendimento da remoto
  • Pare che i lavoratori più anziani siano i più adatti al lavoro da remoto. (…) [perché] grazie ai loro decenni di servizio hanno già interiorizzato l’etica del lavoro e sono sempre più pratici con le tecnologie digitali, soprattutto dopo la pandemia. “I nostri clienti [altre aziende] ci dicono che si sentono più tranquilli a far lavorare da remoto i lavoratori più anziani per via della loro etica del lavoro e della loro esperienza” sostiene Sharon Emek, fondatrice di Work At Home Vintage Experts (Wahve).
  • il gig work, una forma di lavoro autonomo resa possibile dalla tecnologia, è in rapida crescita. In particolare le app per la sharing economy e le piattaforme per la gestione digitale del lavoro hanno reso meno definiti i tradizionali confini che dividevano la popolazione attiva e passiva, aprendo la strada a una serie di nuove categorie ibride di lavoro part-time e lavoro autonomo. (adattamento da M. F. Guillén,
    “Perennials. Società e lavoro dopo la fine delle generazioni”)