Fan…

Bellos e Montagu osservano:

La maggior parte degli autori di opere popolari da cui sono nate fandom (comunità di seguaci) che pubblicano fan fiction su internet, tuttavia, non fa causa per violazione, e alcuni si mostrano anzi molto incoraggianti verso l’attività creativa dei propri lettori in tutto il mondo. E però, dato che la situazione legale delle loro opere è così vaga e incerta, i più seri fra gli scrittori di fan fiction hanno istituito una squadra di avvocati pagata con libere donazioni, l’Organization for Transformative Works, la quale mantiene anche degli archivi di fan fiction e di riviste accademiche su quello che ormai è diventato un oggetto di interesse a livello universitario. La fan fiction afferma la propria legittimità in quanto «utilizzo leale» di materiale protetto da copyright. Poiché è costituita in larga parte da prodotti non commerciali, e poiché è più probabile che la sua esistenza accresca il mercato dell’opera originale, invece di danneggiarlo, questa linea di difesa potrebbe reggere in caso di processo. Al tempo stesso, i difensori della fan fiction si riparano sotto il diritto costituzionale alla libertà di espressione. Grazie alla disponibilità, negli Stati Uniti, di queste due prospettive giuridiche, la grande maggioranza dei siti di fan fiction si trova negli usa, compresi i fandom di opere straniere e quelli che scrivono in lingue diverse dall’inglese. (D. Bellos – A. Montagu; “Il capitalismo della creatività. Passato, presente e futuro del diritto d’autore”)