Entità conversazionali

La soggettività nell’era ipnocratica è (…) caratterizzata da una fondamentale ambiguità: è simultaneamente più fragile e più resistente, più frammentata e più adattabile, più manipolabile e potenzialmente più libera. Non è né il soggetto autonomo dell’Illuminismo né il soggetto decostruito del postmodernismo, ma un’entità conversazionale che esiste in uno stato di perpetuo dialogo con le intelligenze non umane che coabitano il suo spazio esistenziale. (…) Questa nuova forma di soggettività richiede lo sviluppo di un sé conversazionale, capace di navigare consapevolmente tra diversi stati di dialogo, mantenendo una forma di presenza lucida anche nella trance algoritmica (J. Xun, “Ipnocrazia. Trump, Musk e la nuova architettura della realtà”)