AI, Mater Matuta

Ecco una tabella [realizzata da NotebookLM] che riassume la casistica prevista dalla policy dell’Università di Bologna sull’uso dell’Intelligenza Artificiale Generativa (GenAI) [categoria quanto mai fumosa, l’uso della quale dà la misura dell’arroganza tassonomica del terzo livello di istruzione, che si considera autoimmune da questioni di economia politica e di etica by design a proposito di vocazione estrattiva di ciò che si ostina a definire “strumento”], distinguendo tra “uso sostanziale” e “uso non sostanziale,” e specificando le responsabilità per ciascun gruppo di utenti:

Categoria di UsoDefinizioneEsempiResponsabilità
Uso SostanzialeL’output della GenAI consiste in un’idea originale o innovativa. La GenAI è utilizzata in modo significativo nel processo creativo o analitico, generando un risultato che va oltre un mero supporto.– Analisi di dati in cui la GenAI trova un risultato nuovo o suggerisce una prospettiva di ricerca innovativa. – Produzione in larga parte di articoli scientifici. – Stesura di prove di valutazione, inclusi gli elaborati finali, da parte degli studenti.Deve essere dichiarato esplicitamente. Richiede maggiore supervisione attiva e capacità critica. È necessario verificare l’accuratezza e la validità dell’output per evitare errori e plagio. Gli utenti si assumono piena responsabilità circa l’accuratezza e la coerenza dell’output prodotto e rispondono dell’eventuale plagio.
Uso Non SostanzialeLa GenAI è utilizzata come mero strumento di supporto alla produttività delle attività accademiche. L’output della GenAI non costituisce un risultato originale o innovativo, ma facilita l’esecuzione di compiti.– Raccolta di informazioni su un determinato argomento scientifico o didattico. – Assistente linguistico o traduttivo (esclusi i casi in cui tali attività siano essenziali per la ricerca o la formazione).– Non richiede una dichiarazione esplicita dell’uso, anche se la trasparenza è sempre incoraggiata. – È comunque necessario verificare l’accuratezza dell’output e citare le fonti, se utilizzate.

Responsabilità Individuali (valide per entrambi gli usi, ma con particolare attenzione all’uso sostanziale):

  • Studentesse e studenti:
    • Verificare gli usi consentiti della GenAI secondo le indicazioni del personale docente.
    • Utilizzare gli output generati da GenAI solo dopo aver supervisionato i contenuti e se si riconosce la fonte originale degli stessi.
    • Analizzare criticamente e argomentare il proprio lavoro realizzato con il supporto della GenAI, dimostrando padronanza dei contenuti prodotti.
    • Utilizzare la GenAI secondo i principi e le raccomandazioni della policy.
    • Essere valutati in base al proprio effettivo contributo, non penalizzati se utilizzano in modo trasparente e consapevole tali strumenti.
  • Personale docente e collaboratori didattici:
    • Fornire informazioni chiare agli studenti circa gli usi non ammessi della GenAI.
    • Promuovere un uso consapevole della GenAI tra gli studenti.
    • Garantire equità nell’accesso agli strumenti di GenAI.
    • Non utilizzare la GenAI in sostituzione della propria attività di docenza.
    • Favorire iniziative volte a comprendere l’importanza della trasparenza e dell’integrità nell’utilizzo della GenAI
    • Valorizzare le competenze individuali e sostenere un approccio etico all’attività accademica
  • Personale ricercatore:
    • Verificare l’accuratezza dei risultati ottenuti con la GenAI.
    • Dichiarare l’uso sostanziale della GenAI nella ricerca.
    • Proteggere il lavoro non pubblicato.
    • Rispettare il diritto d’autore, citando le fonti e evitando il plagio.
  • Tutti gli utenti:
    • Tenere in considerazione gli impatti ambientali legati al consumo energetico della GenAI.
    • Astenersi dall’utilizzare la GenAI in attività di valutazione o peer review.
    • Essere consapevoli delle caratteristiche degli strumenti di GenAI utilizzati.
    • Verificare le condizioni contrattuali e la privacy degli strumenti di GenAI.
    • Non fornire dati personali o riservati a sistemi di GenAI online senza consenso o base giuridica adeguata.
    • Essere consapevoli che la GenAI non è un soggetto di diritto e non può essere ritenuta responsabile.
    • Verificare che i contenuti prodotti dalla GenAI citino correttamente le fonti.
    • Prestare attenzione all’uso di dati sintetici e dichiararne esplicitamente la natura

Questa tabella e i punti elencati riassumono le casistiche e le responsabilità principali delineate nella policy dell’Ateneo [di Bologna], come indicato nei documenti forniti.

Certamente. Ecco un briefing document dettagliato basato sui documenti forniti, redatto in italiano:

BRIEFING DOCUMENT: Intelligenza Artificiale Generativa all’Università di Bologna

Introduzione

Questo documento riassume i punti chiave e le implicazioni delle politiche sull’intelligenza artificiale generativa (GenAI) dell’Università di Bologna, basate sui due documenti forniti: la pagina web “Intelligenza artificiale” dell’Ateneo e il documento PDF “Policy-Generative-AI.pdf”. L’Università di Bologna vede l’AI come un’opportunità per innovare didattica e ricerca, ma con un focus primario su etica, responsabilità, e la centralità della persona.

Temi Principali e Idee Fondamentali

  1. Opportunità e Rischi della GenAI:
  • Opportunità: La GenAI è vista come un potente strumento per migliorare l’apprendimento, personalizzare i percorsi didattici, ampliare le possibilità di ricerca e favorire la collaborazione con la società e le imprese. Può inoltre contribuire a rendere la formazione più accessibile, supportando anche le persone con disabilità.
  • Citazione: “L’uso di questi strumenti può rappresentare una concreta opportunità per le attività di didattica e ricerca universitaria in termini di produttività ed efficacia.”
  • Rischi: I principali rischi identificati includono la qualità dei dati, le implicazioni etiche e la privacy. Gli algoritmi possono amplificare errori, generare informazioni inesatte o “allucinazioni”, e sollevare problematiche legate alla proprietà intellettuale e alla protezione dei dati personali.
  • Citazione: “Gli algoritmi utilizzati possono infatti amplificare errori, generare informazioni inesatte o incomplete, creando situazioni indesiderate e potenzialmente dannose.”
  1. Policy per un Uso Etico e Responsabile:
  • Obiettivi: La policy dell’Ateneo mira a promuovere un uso della GenAI che sia responsabile, consapevole, e che contribuisca al miglioramento della qualità dell’insegnamento, dell’apprendimento e della ricerca. L’obiettivo è di usare la GenAI “al servizio delle persone e non in sostituzione delle loro attività creative e intellettuali”.
  • Principi Guida
  • Centralità della Persona: La GenAI è vista come strumento per potenziare la creatività e il giudizio umano, non per sostituirlo, richiedendo supervisione attiva e capacità critica.
  • Citazione: “Centralità dell’essere umano, intesa come supervisione attiva e capacità critica da parte dell’utente, affinché la GenAI possa fungere da supporto per potenziare l’intuizione, la creatività, il giudizio e la decisione dell’individuo.”
  • Onestà e Trasparenza: L’uso della GenAI deve essere dichiarato e riconosciuto in modo corretto.
  • Citazione: “Onestà e trasparenza, intese come consapevolezza personale e, quando previsto, esplicito riconoscimento del contributo della GenAI alla creazione del risultato.”
  • Responsabilizzazione: Gli utenti sono responsabili dei risultati ottenuti con la GenAI e devono essere in grado di rendicontarne l’uso.
  • Citazione: “Responsabilizzazione, intesa come assunzione di responsabilità da parte di chi usa la GenAI e capacità di rendere conto dei risultati generati attraverso sistemi di GenAI, doverosamente sottoposti a supervisione attiva e capacità critica.”
  • Accuratezza: È necessario adottare procedure di verifica dei risultati per minimizzare il rischio di inesattezze.
  • Citazione: “Accuratezza, intesa come impegno ad adottare procedure di verifica del risultato adeguate rispetto al caso di utilizzo, nella consapevolezza dei rischi derivanti dall’uso di strumenti di GenAI.”
  • Rispetto dei diritti e dell’ambiente: La privacy, i diritti di proprietà intellettuale, e la sostenibilità ambientale devono essere tutelati.
  • Citazione: “Rispetto dei diritti, della società e dell’ambiente, inclusi la privacy e i diritti della persona, la tutela di eventuali diritti di proprietà intellettuale sulle informazioni immesse a sistema per generare l’output e sui risultati generati con strumenti di GenAI, nonché il rispetto dei valori di equità, inclusività e sostenibilità ambientale.”
  • A chi è rivolta: La policy si applica a studenti, personale docente, collaboratori didattici e personale ricercatore dell’Ateneo. Non si applica all’uso amministrativo, per il quale si attendono linee guida ministeriali.
  1. Uso Sostanziale vs. Uso Non Sostanziale della GenAI:
  • Uso Sostanziale: L’output della GenAI costituisce un’idea originale o innovativa (es. analisi di dati che porta a risultati nuovi, stesura di articoli o elaborati valutativi con un ampio apporto dell’AI). Questo richiede maggiore attenzione e trasparenza.
  • Uso Non Sostanziale: La GenAI è utilizzata come strumento di supporto (es. raccolta di informazioni, traduzione, ausilio linguistico).
  1. Responsabilità:
  • Ateneo: L’Ateneo ha la responsabilità di fornire informazione, promuovere formazione, e creare un ambiente favorevole all’uso responsabile della GenAI. Si impegna a “sostenere e accogliere l’utilizzo della GenAI… nel fermo rispetto dei principi qui indicati”.
  • Individuale: Studenti, docenti e ricercatori sono responsabili dell’uso etico e consapevole degli strumenti di GenAI. Devono:
  • Considerare l’impatto ambientale.
  • Astenersi dall’uso sostanziale in attività di valutazione o peer review.
  • Verificare le condizioni contrattuali e la privacy delle piattaforme GenAI utilizzate.
  • Non fornire dati personali di terzi o informazioni riservate a sistemi di GenAI online.
  • Verificare l’accuratezza e la validità degli output, correggendo eventuali errori.
  • Evitare il plagio.
  • Proteggere il lavoro non pubblicato.
  • Citare le fonti e dichiarare l’utilizzo sostanziale della GenAI.
  1. Implicazioni per la Didattica:
  • Il personale docente deve fornire chiare indicazioni agli studenti sull’uso consentito e non consentito della GenAI nelle attività didattiche e nelle prove di valutazione.
  • L’Ateneo promuove un uso consapevole della GenAI da parte degli studenti, enfatizzando l’importanza della trasparenza, dell’integrità e della correttezza.
  • È necessario garantire l’equità nell’accesso agli strumenti di GenAI, evitando di richiedere agli studenti l’acquisto di licenze individuali.
  1. Aggiornamenti e Monitoraggio:
  • L’Ateneo si impegna a mantenere la policy costantemente aggiornata, tenendo conto delle evoluzioni tecnologiche, delle normative e delle esigenze della comunità accademica.

Conclusioni

L’Università di Bologna, attraverso questa policy, si propone di sfruttare il potenziale innovativo della GenAI, mantenendo saldi i valori etici e accademici. L’enfasi sulla responsabilizzazione individuale e sull’importanza della supervisione umana sono elementi centrali per un utilizzo sicuro, inclusivo e benefico di questa tecnologia.

Questo briefing document dovrebbe fornire una chiara panoramica delle posizioni dell’Università di Bologna in materia di AI generativa.