Cerchiobottismo indisponente

I contributi presenti nel numero di Lexia affrontano il tema del futuro da diverse prospettive, spaziando tra modelli narrativi, studi semiotici e analisi di prodotti culturali come film, serie TV e videogiochi. In generale, emerge una visione del futuro non come singola entità, ma come una molteplicità di possibilità.

I diversi contributi delineano le seguenti rappresentazioni del futuro:

  • Strutture narrative per il futuro: Guido Ferraro esplora le strutture narrative che utilizziamo per dare un senso al futuro, individuando quattro modelli principali:
    • Futuro come effetto di cause: simile al modello di Propp per le fiabe russe, vede il futuro come prevedibile censendo e classificando le cause. Questo approccio si basa sull’uso della tecnologia per la rilevazione e il calcolo.
    • Futuro come progetto: ispirato a Greimas, considera il futuro come qualcosa di virtuale, legato ai desideri e agli ostacoli da superare. La dimensione patemica è rilevante, poiché si considerano le emozioni suscitate dagli ostacoli e dagli scontri con altre prospettive.
    • Futuro come composizione di più prospettive: concepisce il futuro come un confronto tra diversi punti di vista e aspirazioni, che possono incontrarsi o scontrarsi.
    • Futuro come spazio congetturale: intende il futuro come forma di pensiero ipotetico, un esercizio logico del “come se” per costruire scenari utopici o distopici da confrontare con il presente.
  • Futuri “bloccati” nella fantascienza: Gianmarco Thierry Giuliana, analizzando film, serie TV e videogiochi degli ultimi vent’anni, rileva una tendenza a rappresentare futuri distopici e simili ai lati negativi del presente. Questi prodotti narrativi raramente offrono visioni di realtà lontane e società migliori.
  • Futuro e rivoluzione digitale: Antonio Santangelo, attraverso il mapping semiotico di saggi scientifici, identifica quattro modi di immaginare il futuro in relazione alle tecnologie digitali: rivoluzione individualistica, responsabile, tribale o inclusiva. Il dibattito si concentra sul valore della “mono-prospetticità” rispetto alla “multi-prospetticità” degli strumenti digitali.
  • Sostenibilità e memoria: Marilia Jardim sottolinea l’importanza di recuperare e valorizzare la memoria per evitare una progressione tecno-lineare che dimentichi le proprie radici.
  • Futuri possibili e costruzione sociale: Mirko Gentile evidenzia come la previsione del futuro sia una costruzione sociale, in cui la narrazione e l’immaginazione contribuiscono attivamente alla sua creazione. Il design fiction esplora diverse configurazioni di futuri possibili per suscitare una risposta nella società e influenzare l’evoluzione degli eventi.
  • Incertezza e premediazione: I discorsi e i racconti sul futuro cercano di proporre una “pseudo-indicalità” che interpreta i segni del presente come anticipatori di ciò che sarà. La premediazione, simile alla logica dei videogame, cerca di inventare il più alto numero di futuri possibili, attualizzando la virtualità del futuro senza una sua effettiva realizzazione al di là del programma narrativo e mediale.
  • Paure e speranze: Andrea Bernardelli evidenzia come il tema del futuro oscilli tra paure e speranze. La riflessione sul futuro può essere propositiva, cercando di capire come agire sul presente per predisporre un certo sviluppo degli eventi e scongiurare futuri non auspicabili. La finzione svolge un ruolo fondamentale nel prefigurare il futuro, costruendo mondi narrativi di finzione o proiezioni future del nostro stesso mondo.
  • Modelli di futuro e memoria: Alessandra Richetto sottolinea come la narrativizzazione del futuro si concretizzi in un progetto anticipatorio basato sulla memoria. I future studies studiano le immagini del futuro che formuliamo nel presente. Ferraro individua quattro modelli di rappresentazione del futuro: come conseguenza di eventi passati e presenti, come progetto, come intersezione di diverse prospettive e come spazio indefinito per l’immaginario.
  • Futuro come “abito”: Il futuro può essere inteso come realtà, un “abito” che influenza il presente. Il cambiamento climatico, ad esempio, costituisce un nuovo abito di condotta della realtà che influenza il presente.
  • Futuro e potenza: Luca Prada esplora la rappresentazione della rovina architettonica come slancio nel futuro. La possibilità è un contenuto inscritto nella costituzione presente del mondo, reso visibile dall’artefatto-interpretante. La futurabilità è la possibile attualizzazione di questa possibilità, dispiegata attraverso la potenza, intesa come la condizione che rende possibile la trasformazione secondo la volontà di un soggetto libero.
  • Tecnologie e futuro post-capitalista: Eduardo Yalán Dongo, Enrique Leon Verasategui e Baal Delupi esplorano le tecnologie comuni come agenti di cambiamento per un futuro post-capitalista.
  • Responsabilità e rivoluzione digitale: Antonio Santangelo analizza come le categorie di responsabilità/irresponsabilità e mono-prospetticità/multi-prospetticità si incrociano nei discorsi sul futuro della rivoluzione digitale. Le visioni del futuro variano da un liberalismo conservatore a trasformazioni più radicali in direzione liberalsocialista o collettivista.
  • Previsione, predizione e patemìa: Massimo Leone riflette sul rapporto tra la dimensione cognitiva della previsione, quella pragmatica e quella emotiva. Una conoscenza dettagliata del futuro non sempre porta a una proattività, ma può anche paralizzare.