Orwell? Non proprio

Contrariamente a quanto comunemente si crede, la Tecnologia Totale non ha come obiettivo principale la riduzione del linguaggio al fine di annullare il pensiero critico, come nel romanzo di Orwell, “1984”. In realtà, essa richiede la produzione incessante di pensieri e conversazioni virtuali. Democrazie di pseudopensieri che vengono rapidamente diffusi, poiché questi micropensieri sono dati monetizzabili e manipolabili dalle Big Tech e dagli stati. Ciò che riteniamo di pensare non ha più molta importanza. Il nostro pensiero, diluito nella massa, si riduce a un simulacro di vero pensiero. Nella versione orwelliana, il pensiero è soppresso attraverso l’annientamento del linguaggio. La Tecnologia Totale, al contrario, utilizza una strategia più sottile: non importa se siamo esperti linguisti o analfabeti, la sensazione di “pensare” viene amplificata dall’incessante proliferazione di discorsi e polemiche contraddittorie e polarizzanti. Questo fragore pseudo-ideologico non si basa più su punti di riferimento politici stabili; la Tecnologia Totale livella tutto: vero e falso, virtuale e reale, essenziale e aneddotico. Sentiamo tanto, ma non ascoltiamo. Leggiamo tutto, ma non memorizziamo nulla. Parliamo di tutto, ma non comunichiamo niente di significativo. Il nuovo standard si fonda su una polemica generalizzata e su un dissenso assoluto. Se si tratta di populismi, demagogie ed estremismi, la Tecnologia Totale li alimenta. La sua capacità di diffondere rapidamente idee può portarci a scenari simili a quelli descritti da Orwell, sebbene attraverso modalità diverse che dobbiamo imparare a decostruire. Questo progetto di Tecnologia Totale è controllato da chi lo possiede, essendo parzialmente privatizzato dalle Big Tech che lo adattano ai loro scopi e dai Big States che lo manipolano. Il Grande Fratello di Orwell si moltiplica, seducendo i nostri ego e punendo i nostri eccessi. La Tecnologia Totale rappresenta una conquista invisibile e ossessiva, una storia di potere assoluto che si espande nel tempo e nello spazio, trovando nel futuro uno dei suoi terreni di gioco preferiti. Stiamo così costruendo un mondo che, mentre si adatta al progetto di Tecnologia Totale, si polarizza a causa delle ideologie dominanti del momento. (Fonte: A. Mhalla, “Tecnopolitica. Come la tecnologia ci rende soldati”)