La riflessione sui social network deve articolarsi su tre livelli, distinti ma interdipendenti. A livello geopolitico, in tempi rapidi sono diventati un campo di conflittualità della cyberguerra, specie sul fronte dell’informazione, visto che contribuiscono all’attuale frammentazione di Internet in blocchi informativi, geostrategici e ideologici distinti. Di fronte a soggetti che veicolano una dottrina tecnologica coerente, le democrazie liberali devono definire il loro nuovo corpus ideologico, generato in parte dalla questione tecnologica. Sul piano politico, infine, i social network cristallizzano una tensione vitale per le democrazie occidentali, quella sull’accezione del principio di «libertà di espressione». È una faccenda che andrebbe chiarita subito, considerato il momento cruciale vissuto dagli Stati Uniti, dove si affrontano due visioni: una massimalista, sostenuta da Elon Musk, e l’altra più tesa alla regolamentazione, portata avanti da Barack Obama e dal campo democratico. Diviso tra privatizzazione e militarizzazione di Internet, il modello democratico sta attraversando una profonda crisi esistenziale. (…) La privatizzazione del web è iniziata con la comparsa dei gamam (Google, Amazon, Facebook ora Meta, Apple, Microsoft), aziende che hanno via via captato e archiviato le nostre abitudini quotidiane, fonti di dati, con modelli di business diversi, ma sempre orientati verso un gigantismo oligopolistico. Da un cyberspazio immaginato intorno a strutture democratiche e orizzontali, in poco tempo si è passati a un web verticalizzato, gerarchizzato, editorializzato e redditizio. Lo spazio pubblico è stato brutalmente «frantumato» e la democrazia si è trasformata in un gigantesco «mercato delle opinioni», un mercato deregolamentato che trae il proprio valore economico dai princìpi dell’economia dell’attenzione. Se riprendiamo la dottrina liberale e partiamo dall’assunto che la democrazia è un mercato che deve essere regolato dalle leggi della libera concorrenza (non falsata), allora dovremmo pensare che i social network siano diventati antidemocratici.(A. Mhalla, “Tecnopolitica. Come la tecnologia ci rende soldati”)