Potere e potenza

Nell’era della Tecnologia Totale pubblico e privato non sono più sempre separabili. Le Big Tech sono ormai l’infrastruttura dell’informazione di cui lo Stato ha bisogno per portare avanti la propria missione originaria. Se lo Stato esiste ancora come forma giuridica e legale, il suo funzionamento e la sua governance sono in fermento. La redistribuzione del potere e della potenza non si concretizza attraverso la scomparsa dello Stato ma, al contrario, attraverso la comparsa di un Leviatano a due teste: una economica, l’altra securitaria; la prima vettore di potere, la seconda vettore di potenza (tecnologica). Il nuovo Leviatano si articola intorno a tre aspetti: i dispositivi di potere sovrano (sicurezza e tecnosorveglianza della popolazione), gli strumenti di proiezione di potenza e guerra, gli orientamenti socio-economici e il ritorno di un nuovo «capitalismo politico». Vediamo apparire un’entità che scioglie i compartimenti stagni mentali e istituzionali che credevamo invalicabili. La strana creatura, un Leviatano a due teste, appare sotto forma di continuum funzionale tra Big Tech e Big State, i cui rapporti sono complessi, talvolta complicati, dal momento che sono dipendenti, intrecciati, speculari. Nell’era della Tecnologia Totale pubblico e privato non sono più sempre separabili. Le Big Tech sono ormai l’infrastruttura dell’informazione di cui lo Stato ha bisogno per portare avanti la propria missione originaria. Se lo Stato esiste ancora come forma giuridica e legale, il suo funzionamento e la sua governance sono in fermento. La redistribuzione del potere e della potenza non si concretizza attraverso la scomparsa dello Stato ma, al contrario, attraverso la comparsa di un Leviatano a due teste: una economica, l’altra securitaria; la prima vettore di potere, la seconda vettore di potenza (tecnologica). Il nuovo Leviatano si articola intorno a tre aspetti: i dispositivi di potere sovrano (sicurezza e tecnosorveglianza della popolazione), gli strumenti di proiezione di potenza e guerra, gli orientamenti socio-economici e il ritorno di un nuovo «capitalismo politico». Vediamo apparire un’entità che scioglie i compartimenti stagni mentali e istituzionali che credevamo invalicabili. La strana creatura, un Leviatano a due teste, appare sotto forma di continuum funzionale tra Big Tech e Big State, i cui rapporti sono complessi, talvolta complicati, dal momento che sono dipendenti, intrecciati, speculari. Così come il concetto di Big Tech, anche quello di Big State, non dipende tanto da criteri quantitativi (dimensione, demografia, investimenti, pil) ma qualitativi: la decisione politica di perseguire in modo più o meno dichiarato il progetto di Tecnologia Totale, una certa attrazione per il «braccio di ferro» e i rapporti di forza interni ed esterni. Non si tratta semplicemente di uno Stato o di un impero. Può essere l’uno o l’altro, l’uno e l’altro. (…) Se c’è una cosa che il Big State ha in comune con le Big Tech è il fatto di perseguire, con mezzi e strategie proprie, il progetto di Tecnologia Totale per ricavarne potere (interno) e potenza (esterna). Le Big Tech hanno trovato il loro alter ego, il Big State. La visione dello Stato attraverso il filtro della Tecnologia Totale si struttura in cooperazione – o in concorrenza – con gli attori della Tech. In sintesi, Big Tech e Big State si definiscono e ridefiniscono, evolvono e mutano in funzione l’uno dell’altro. Non si ibridano, entrano in simbiosi, il che è diverso. Il Big State si distingue inoltre per un dichiarato interventismo economico. (…) Questo è il cuore del nuovo paradigma contemporaneo quando si tratta di tecnologia: la potenza non è il potere. Big Tech e Big State si basano su tale distinzione: la prima cede la sua potenza al secondo, il secondo trasferisce parte del suo potere alla prima. Ma il potere definitivo, quello della legge, rimane allo Stato. La distinzione ci riporta ancora una volta alla delicata questione della sovranità degli Stati, ossia far rispettare la propria volontà politica all’interno dei confini stabiliti. Se l’InfraSistema non gli appartiene, lo Stato può sempre costringere i suoi proprietari (Big Tech) (A. Mhalla, “Tecnopolitica. Come la tecnologia ci rende soldati”)