Un concetto cangiante

Confrontando i due volumi, “L’autore artificiale” (Source 1) e “L’autore artificiale 2” (Source 2), entrambi di Simone Aliprandi, emergono chiaramente i punti in comune (essendo la seconda un’edizione aggiornata della prima) e le differenze significative che riflettono l’evoluzione rapida del tema e la maggiore profondità di analisi nella nuova versione.

Punti in Comune:

  1. Tema Centrale: Entrambi i volumi affrontano il tema fondamentale della proprietà intellettuale, in particolare il diritto d’autore, e le sfide poste dall’intelligenza artificiale generativa.
  2. Riflessione su Autorialità e Creatività: Entrambi si interrogano e mettono in discussione i concetti tradizionali di autorialità e creatività, storicamente legati esclusivamente all’essere umano, di fronte alla capacità delle macchine di generare opere. Il diritto d’autore è visto come un modello “antropocentrico” che fatica ad adattarsi.
  3. Distinzione Chiave: Entrambi evidenziano l’importanza della distinzione tra opere create con IA supervisionata (dove l’uomo ha un ruolo significativo) e opere create con IA non supervisionata (con elevato grado di autonomia della macchina).
  4. Problematica dell’Addestramento: Entrambi dedicano spazio alla complessa questione dei diritti relativi ai dati e alle opere utilizzate per l’addestramento dei sistemi AI generativa, inclusi i diritti d’autore originari, i diritti connessi e il diritto sui generis sulle banche dati.
  5. Il “Cortocircuito” della Somiglianza: Entrambi identificano nella potenziale somiglianza o identità degli output generati da input simili, anche da utenti diversi, un problema nuovo e significativo per il diritto d’autore.
  6. Analisi dei Termini d’Uso (TOS): Entrambi riconoscono e analizzano i termini d’uso (TOS) delle principali piattaforme di AI generativa come una sorta di “fonte del diritto” secondaria e pratica per la gestione dei diritti.
  7. Approccio Divulgativo: Entrambi i libri sono scritti con un approccio divulgativo, mirando a un pubblico ampio che include non solo giuristi.
  8. Analisi Giuridica: Entrambi analizzano i concetti di creatività/originalità secondo il diritto italiano (originalità + novità, impronta della personalità) e angloamericano (threshold of originality: skill, labour, judgement).
  9. Ruolo del Prompt: Entrambi considerano la funzione del prompt (l’istruzione data all’AI) e la sua potenziale rilevanza per l’attribuzione dell’autorialità o la sua tutelabilità [125, 5 in entrambi gli indici].

Differenze (Seconda Fonte rispetto alla Prima Fonte):

  1. Aggiornamento e Profondità: La differenza principale è che la Seconda Fonte è un’edizione sostanzialmente aggiornata ed espansa della Prima. Il settore è cambiato molto rapidamente tra le due edizioni, e il libro riflette questi cambiamenti nel contesto, nella legge e nella giurisprudenza.
  2. Lunghezza Raddoppiata: La Seconda Fonte è “sostanzialmente raddoppiata” in lunghezza rispetto alla prima. Questo si traduce in un’analisi molto più dettagliata e completa dei vari argomenti.
  3. Struttura e Concept Diversi: Il “concept e la struttura dell’opera sono davvero molto diversi” nella Seconda Fonte. Mentre la Prima Fonte aveva 3 capitoli principali, la Seconda Fonte ne ha 5 (più introduzione e ringraziamenti), riorganizzando e ampliando i temi trattati.
  4. Aggiornamento Giurisprudenziale e Normativo: La Seconda Fonte integra l’analisi di nuovi casi giurisprudenziali (soprattutto negli USA, come Authors Guild vs OpenAI, Getty Images vs Stability AI, NYT vs OpenAI, Thomson Reuters vs Ross Intelligence) e nuovi sviluppi normativi (come l’AI Act europeo per gli obblighi di trasparenza sull’addestramento e il TDM) che sono emersi dopo la pubblicazione della prima edizione. La Prima Fonte menzionava solo alcuni casi iniziali come il caso RAI.
  5. Maggiore Dettaglio sull’Addestramento: La Seconda Fonte approfondisce in modo più strutturato i diritti toccati dall’attività di addestramento, dedicandovi un intero capitolo (Cap. 3 della Seconda Fonte), analizzando specificamente i diritti degli autori, connessi e sui generis.
  6. Esperimento come Riferimento Storico: L’esperimento sulla somiglianza degli output descritto e mostrato nella Prima Fonte è invece solo citato come “esperimento condotto nella prima edizione del libro” nella Seconda Fonte, con un riferimento per chi volesse vederne i dettagli.
  7. Nuovi Temi o Maggiore Enfasi: La Seconda Fonte introduce o dà maggiore risalto a nuovi concetti, come l’evoluzione storica della creatività dalla techne greca, la possibile tutela “ibrida”, la discussione sul concetto di “Sistema 0” (esternalizzazione cognitiva all’AI), e un’analisi più approfondita sulla tutelabilità dello stile.
  8. Analisi dei TOS Ampliata: L’analisi dei Termini d’Uso sembra più estesa e potenzialmente include più piattaforme o dettagli, riflettendo l’evoluzione delle policy dei servizi. Viene fatta anche una distinzione tra TOS di servizi online e licenze di software installabile.
  9. Ruolo dell’Autore: La Seconda Fonte riflette esplicitamente anche l’evoluzione della prospettiva dell’autore stesso (“sono cambiato io”), arricchita da due anni di dibattiti ed esperienze.

In sintesi, mentre la Prima Fonte ha introdotto il tema e le sue problematiche fondamentali in un momento di grande fermento iniziale, la Seconda Fonte rappresenta una profonda revisione e un’analisi molto più matura, dettagliata e aggiornata, necessaria data la rapidità con cui la tecnologia e il dibattito giuridico si sono evoluti.