Prosumer

Produttore di valore non retribuito; lampante esempio di disruzione: l’apparente coincidenza di produzione (di contenuti) e di utilizzo (di servizi) invisibilizza nella retorica 2.0 la separazione tra lavoro non retribuito e proprietà delle piattaforme di intermediazione, che replica la separazione tra forza-lavoro e mezzi di produzione premessa della sussunzione capitalistica. Il processo di valorizzazione, inoltre, è caratterizzato dal fatto che l’interazione avviene in tempo reale, nel momento stesso in cui il prosumer agisce.

25 commenti

  1. […] Una prima chiave di lettura capace di andare oltre l’approccio puramente tecnico, è la comprensione della economia politica delle piattaforme: esse sono costruite e governate da algoritmi, codici, influencer, first mover e altri operatori, orientati e finalizzati al profitto immediatato, sulla base dell’estrazione di valore dai dati dei prosumer. […]

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  2. […] Metafora riferita all’obbligo di disporre di un account e di una password per accedere ai servizi forniti dalle Meta-Nazioni corporative della rete, in modo da poter essere profilati e mercificati e quindi essere oggetto di una prima estrazione di valore, quella che le piattaforme mettono in atto sui dati degli utenti e a cui segue la captazione dei contenuti da essi prodotti. […]

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  3. […] Modalità di distribuzione delle informazioni tipico delle relazioni basate sulla presenza individuale sulle piattaforme digitali fondate sulla reputazione.  La sua cessione avviene infattii sempre in cambio di qualcosa: più raramente in cambio di una retribuzione in denaro, perché vincolati a farlo dalle regole che determinano le interazioni sulla piattaforma di cui si è prosumer, […]

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  4. […] Secondo la retorica mainstream prevalente, la connettività via telefono mobile offre grandi opportunità, dal punto di vista cognitivo, culturale, lavorativo e così via. Vi sono riflessioni sulla mutate condizioni della comunicazione e sulla diversa rappresentazione dello spazio e dei luoghi, così come delle relazioni sociali. Un’ampia trattazione del rapporto tra utenti e rete, insomma. Molto più raro, invece, l’approccio nella direzione opposta, ovvero l’analisi del rapporto tra network algocratici e utenti: i primi catturano dati personali, relazioni, posizioni, movimenti, abitudini, preferenze, opinioni dei secondi e li elaborano a fini di marketing, di predizione e in generale di estrazione di valore. Sfruttano cioè la propria posizione centrale per costruire un sistema di sfruttamento della messa a lavoro dell’intera sfera bio-cognitiva dei prosumer. […]

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