Effetti del capitalismo di sorveglianza: la meta-crisi della democrazia

Secondo Zuboff l’istituzione economica dominante del nostro tempo, che media con successo quasi ogni aspetto dell’impegno umano con le informazioni digitali, ha provocato un naufragio sociale:

Facebook come lo conosciamo ora è stato modellato dalla costola di Google. La start-up di Mark Zuckerberg non ha inventato il capitalismo della sorveglianza. Lo ha fatto Google. (…)

Il loro team ha imparato a combinare enormi flussi di dati di informazioni personali con analisi computazionali avanzate per prevedere dove posizionare un annuncio per il massimo “click through”. Le previsioni sono state inizialmente calcolate analizzando le tracce di dati che gli utenti hanno inconsapevolmente lasciato nei server dell’azienda mentre cercavano e navigavano nelle pagine di Google. Gli scienziati di Google hanno imparato come estrarre i metadati predittivi da questo “esaurimento dei dati” e utilizzarli per analizzare i probabili modelli di comportamento futuro.

La predizione era il primo imperativo che determinava il secondo imperativo: l’estrazione. Previsioni redditizie richiedevano flussi di dati umani su scala inimmaginabile. Gli utenti non sospettavano che i loro dati fossero ricercati e catturati segretamente da ogni angolo di Internet e, in seguito, da app, smartphone, dispositivi, fotocamere e sensori. L’ignoranza dell’utente era considerata cruciale per il successo. Ogni nuovo prodotto era un mezzo per un maggiore “coinvolgimento”, un eufemismo usato per nascondere operazioni di estrazione illecite. (…)

Invece di vendere la ricerca agli utenti, Google è sopravvissuta trasformando il suo motore di ricerca in un sofisticato mezzo di sorveglianza per il sequestro di dati umani.

I dirigenti dell’azienda hanno lavorato per mantenere segrete queste operazioni economiche, nascoste a utenti, legislatori e concorrenti. (…)

Le operazioni di estrazione su larga scala sono state la chiave di volta del nuovo edificio economico e hanno sostituito altre considerazioni, a cominciare dalla qualità dell’informazione, perché nella logica del capitalismo di sorveglianza, l’integrità dell’informazione non è correlata alle entrate. (…)

Facebook è stato il primo follower, ma non l’ultimo. Google, Facebook, Amazon, Microsoft e Apple sono imperi di sorveglianza privata, ciascuno con modelli di business distinti. Google e Facebook sono società di dati e puri giochi di sorveglianza capitalista. Gli altri hanno diverse linee di attività che possono includere dati, servizi, software e prodotti fisici. Nel 2021 questi cinque colossi tecnologici statunitensi rappresentano cinque delle sei maggiori società quotate in borsa per capitalizzazione di mercato nel mondo. (…)

La promessa del dividendo della sorveglianza ora attira l’economia della sorveglianza nell’economia “normale”, dalle assicurazioni, vendita al dettaglio, banche e finanza all’agricoltura, automobili, istruzione, assistenza sanitaria e altro ancora. Oggi tutte le app e i software, indipendentemente da quanto possano sembrare benigni, sono progettati per massimizzare la raccolta dei dati. (…)

Le società democratiche lacerate dalla disuguaglianza economica, dalla crisi climatica, dall’esclusione sociale, dal razzismo, dall’emergenza sanitaria pubblica e dalle istituzioni indebolite hanno una lunga strada da percorrere verso la guarigione.

Non possiamo risolvere tutti i nostri problemi in una volta, ma non ne risolveremo nessuno, mai, a meno che non rivendichiamo la santità dell’integrità delle informazioni e delle comunicazioni affidabili.

L’abdicazione dei nostri spazi di informazione e comunicazione al capitalismo di sorveglianza è diventata la meta-crisi di ogni repubblica, perché ostacola le soluzioni a tutte le altre crisi. (…) le discussioni sulla regolamentazione delle grandi tecnologie dovrebbero concentrarsi sul fondamento dell’economia della sorveglianza: l’estrazione segreta di dati umani da regni della vita una volta chiamati “privati”. (…)

Nessuna estrazione segreta significa nessuna concentrazione illegittima di conoscenza sulle persone. Nessuna concentrazione di conoscenza significa nessun algoritmo di targeting. Nessun targeting significa che le aziende non possono più controllare e curare i flussi di informazioni e il discorso sociale o modellare il comportamento umano per favorire i loro interessi.

La regolamentazione dell’estrazione eliminerebbe il dividendo della sorveglianza e con esso gli incentivi finanziari alla sorveglianza. (…)

come dovremmo strutturare e governare l’informazione, connessione e comunicazione in un secolo digitale democratico?

Quali nuove carte dei diritti, quadri legislativi e istituzioni sono necessarie per garantire che la raccolta e l’uso dei dati soddisfino le reali esigenze degli individui e della società?

Quali misure proteggeranno i cittadini da un potere irresponsabile sull’informazione, che sia esercitato da aziende private o governi? (…)

cosa si deve fare per garantire che la democrazia sopravviva al capitalismo di sorveglianza?

Da “Visual Capitalist” – https://www.visualcapitalist.com/wp-content/uploads/2021/06/Biggest-Companies-in-the-World.html

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