Il metaverso come iperstizione

L’idea di uno spazio cibernetico ha drenato investimenti che hanno prodotto una realtà tecno-sociale, proprio secondo il paradigma dell’iperstizione, la profezia accelerazionista che si autoavvera. Il termine arriva dal romanzo “Snow Crash” (1992): in un’America anarco-capitalista, è un mondo virtuale pluridimensionale, dove si è rappresentati da un avatar; in questo modo gli individui – il cui complesso esistenziale è organizzato dalle multinazionali – possono avere una parte di vita “vivibile”. (fonte: Z. Goggi, “Eternità del metaverso”, Domino 9/2022)