McQuillan è radicale nel posizionarsi rispetto a ciò che vale la pena di comprendere e discutere:
L’intelligenza artificiale (…) è una sorta di informatica, ma è anche una forma di produzione di conoscenza, un paradigma per l’organizzazione sociale e un progetto politico. Mentre potrebbe essere interessante in un altro contesto porre domande filosofiche sul significato dell’intelligenza e se possa mai essere artificiale, non è questa la preoccupazione di questo libro, che invece si propone di chiedersi quale parte gioca l’IA nella storia mentre la stiamo vivendo. (…) (…) l’IA è una tecnologia politica nella sua esistenza materiale e nei suoi effetti. Le operazioni concrete dell’IA sono completamente intrecciate con la matrice sociale che le circonda e (…) le conseguenze sono politicamente reazionarie. L’effetto netto dell’IA applicata (…) è (…) amplificare le disuguaglianze e le ingiustizie esistenti, approfondendo le frammentazioni socio-economiche esistenti sulla strada verso un autoritarismo algoritmico completo. Alla luce di queste conseguenze, il libro si intitola sulla base della posizione che spera di incoraggiare, vale a dire quella di “resistere all’IA” (D. McQuillan, “Resisting AI: An Anti-fascist Approach to Artificial Intelligence” – traduzione in proprio)