Figure multipartisan, ovvero tipiche sia del moderatismo più conservatore sia del radicalismo più estremo, sia delle sfumature intermedie.
La loro elaborazione culturale si fonda sulla forza e sulla precisione dell’analisi delle situazioni considerate e – spesso soprattutto – delle citazioni riportate, per sfociare costantemente in una “concettualizzazione proprietaria“.
Il loro obiettivo strategico, spesso riproposto in momenti successivi della carriera, è infatti giungere a una formulazione originale (spesso tradotta in titolazione), da rendere nota per sedersi al tavolo virtuale della conoscenza mercificata, attirando mediante “brividi lessicali” i potenziali lettori alla partecipazione ai cicli di presentazione e all’acquisto, gli spettatori al consumo di interviste e dibattiti radio-televisivi e di webinar, i colleghi al reciproco e sorridente invito a convegni. E così via.
In particolare, si affollano in questa lobby gli addetti al “digitale“, generazionalmente in grado di proteggersi con la self-epistemology e di praticare pertanto la massima autoimprenditorialità culturale.