“Il digitale” è un concetto del capitale cibernetico. Andiamo oltre. O almeno proviamoci…

Dedicata ai ministri dell’istruzione – da Lombardi a Valditara -, agli YouTuberi,
a quelli che “sono strumenti“.

I principi – e le condizioni – alla base della visione critica dei dispositivi digitali con lo scopo di generalizzare formati tecnologici emancipati ed emancipanti sono:

  • equità sociale;
  • macro-razionalità ecologica;
  • controllo e pianificazione democratici (locali, nazionali, internazionali) di priorità e investimenti;
  • prevalenza del valore d’uso sul valore di scambio.

Si tratta di concepire “l’inedito possibile” e di mettere in campo coscientizzazione (promozione attiva della coscienza critica) e prassi critica (pratica riflessiva), perseguendo e praticando una modernità alternativa a quella liberale e capitalista, fondata sul dominio, sullo sfruttamento e sulla gerarchia di sapere e potere.

Il ragionamento si integra con l‘approccio antifascista all’AI di Dan McQuillan:

  • relazioni volute, orizzontali, conviviali, federative, non correlazioni automatizzate e divisive;
  • reciproco aiuto;
  • autonomia e interdipendenza;
  • produzione socialmente utile;
  • economia solidale;
  • rigenerazione sociale ed ecologica;
  • costruzione di apparati socio-tecnici al servizio di mutualismo, cooperazione e espansione dei beni comuni.
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Progetto FUSS e sostenibilità digitale

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