Peterlongo è chiaro:
Intendo con disponibilità del lavoratore, la paradossale condizione di risultare simultaneamente indispensabile e superfluo al ciclo produttivo (…) i ranking (…) [e le potenziali disattivazioni degli account concorrono] a produrre questa condizione sulla percezione del lavoratore. Tale disponibilità sia al sottoimpiego, che al sovraccarico di lavoro (…) è imposta strategicamente dall’alto dalle imprese principalmente sulla base del ricatto del licenziamento (disattivazioni) e delle sanzioni più o meno indirette (gamification della produttività), ed ha come effetto secondario, non per importanza, quello di ridurre e disincentivare l’abilità politica dei lavoratori di negoziare le proprie condizioni di lavoro o semplicemente di denunciare le forme dello sfruttamento. (…) i lavoratori vengono costantemente reclutati perché allo stesso tempo chiunque può essere licenziato in qualsiasi momento. (G. Peterlongo, “Nella trama dell’algoritmo. Lavoro e circuiti informali nella gig-economy”)