Bonini e Treré li descrivono così:
[Vogliono ]credere nelle promesse della piattaforma anche quando i guadagni diminuiscono. Questa fede cieca nell’ideologia delle piattaforme commerciali deriva da un forte amore proclamato per la “libertà”. Attribuiscono un valore estremamente alto alla libertà individuale e vogliono che questo lavoro rimanga “autonomo” e non regolamentato. Spesso hanno avuto precedenti esperienze lavorative come dipendenti subordinati in fabbriche, ristoranti o logistica e hanno lasciato questi lavori per uno instabile e precario che li ha fatti sentire “liberi”. Ci sono molti che la pensano così, soprattutto in Italia e in Spagna: questi corrieri spesso propendono per ideologie politiche di destra o hanno una generale diffidenza nei confronti dei partiti politici e dei sindacati dei lavoratori. Affermano di sentirsi liberi mentre fanno questo lavoro perché possono muoversi all’interno del parco giochi della città invece di fare azioni ripetitive in una fabbrica: non hanno un capo che è sempre sulle loro spalle. Fanno questo lavoro per la libertà che apparentemente concede loro, non solo per il denaro che possono ricavarne. (T. Bonini – E. Treré, “Algorithms of Resistance- The Everyday Fight against Platform Power”, Traduzione in proprio)
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