Secondo , è
la forma più compiuta della soggettivazione capitalista. Di fatto, si tratta di produrre nel soggetto individuale un rapporto con se stesso omologo al rapporto con il capitale: il soggetto, per essere più esatti, è portato a vedere in se stesso un «capitale umano» da valorizzare indefinitamente, un valore da aumentare sempre di più. Si capisce allora come non ci siano tanto delle teorie false da combattere, o dei comportamenti immorali da denunciare, ma un intero quadro normativo da smantellare per sostituirgli un’altra «ragione del mondo». E questa la posta in gioco per le lotte sociali di oggi, che determineranno la caduta della logica neoliberista o, al contrario, permetteranno che si protragga, o addirittura che si radicalizzi. (P. Dardot – C. Laval, “La nuova ragione del mondo. Critica della razionalità neoliberista”)