Manipolare le menti

Sissa sviluppa un ragionamento che può essere esteso ben oltre il tema dell’impatto ambientale dei dispositivi digitali:

Enfatizzare in modo semplicistico (e opinabile) non favorisce la consapevolezza, ma pone il lettore in uno stato di angoscia e allarme, portandolo indirettamente a concepire, per reazione, soluzioni individuali estreme (come quella di non usare mai più Internet), assolutamente inutili perché impraticabili. Tali scelte estreme sono di fatto inattuabili nel nostro mondo contemporaneo e questo conduce, passata la sorpresa, a un effetto boomerang. Se all’indignazione non si riesce a far seguire una reazione coerente, meglio non sapere. Altrimenti potrebbe subentrare l’ansia climatica. Un altro effetto distorsivo consiste nel rimandare la soluzione di un grosso problema generale solo a piccole scelte personali. È abbastanza tipico del quadro concettuale neoliberista lo spostare le responsabilità dal collettivo all’individuale. L’idea che siano i consumatori a orientare il mercato non equivale infatti a renderli onnipotenti, specie quando la catena causa-effetto è così lunga e complessa da rendere impossibile e inefficace questa influenza. (G. Sissa, “Le emissioni segrete. L’impatto ambientale dell’universo digitale”)